Elezioni Politiche 2013 – Rivoluzione Civile e Ingroia chiudono al ‘patto di desistenza’ con il Pd

Un documento di Ferrero (Prc) mette fine alla questione

di andreas

Rivoluzione Civile chiude definitivamente le trattative con il Partito Democratico per quel ‘patto di desistenza’ che avrebbe avuto l’obiettivo di non ostacolare (ulteriormente) la conquista di una maggioranza al Senato da parte di Pd e Sel. La trattativa intavolata dal Pd aveva lo scopo di convincere Ingroia e i suoi a non presentare una loro lista al Senato nelle regioni (Sicilia, Lombardia, Campania) dove la lotta tra le due principali coalizioni è più serrata. E in cambio cosa avrebbero ottenuto gli arancioni? Niente. Almeno non esplicitamente.

Ma adesso la questione è chiusa, almeno così afferma Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista che di Rivoluzione Civile fa parte, in documento ‘riservato’ ai militanti su cui ha messo le mani l’HuffPost. Queste le parole di Ferrero.

Siamo riusciti ad accantonare definitivamente l’idea di fare la desistenza al Senato nei confronti del centrosinistra. Sarebbe stata una scelta suicida e la lista Rivoluzione civile sarebbe apparsa come appendice minoritaria del Pd, priva di prospettiva e progetto politico. Ci presenteremo come polo autonomo dal centrosinistra esattamente come noi volevamo.


Rifondazione Comunista fin dall’inizio si era detta contraria a qualsiasi patto con il Pd – d’altra parte i rapporti con Sel e il principale partito della sinistra non sono mai stati ottimi – ma la chiusura totale ha ottenuto anche l’appoggio di uno dei principali esponenti della galassia arancione: De Magistris. L’unica piccola cessione è stata quella di candidare i nomi più forti (come Ruotolo o Ilaria Cucchi) solo alla Camera; una scelta obbligata a dire la verità, visto che in nessuna regione Rivoluzione Civile ha la sicurezza di superare la soglia dell’8% necessaria per entrare a Palazzo Madama.

La decisione di non lasciare spazio a nessuna trattativa è dettata da una ragione molto semplice: il timore che le aperture del Pd nei confronti di Monti, ieri anche Fassina ha lasciato trapelare qualcosa, possano concretizzarsi in un patto post-elettorale che per gli esponenti della sinistra radicale sarebbe il male assoluto. L’ultima speranza per Bersani è che Rivoluzione Civile si convinca almeno a non presentarsi al Senato in Lombardia, dove non ha uomini forti da mettere in lista ed è quindi praticamente impossibile superare la soglia di sbarramento. Impossibile invece riuscirci in Sicilia (dove c’è Orlando) e in Campania (feudo di De Magistris), dove le speranze sono più alte.