Scandalo doping in Australia: il rugby (union) si dice pulito

Mentre vengono coinvolti sei club di rugby league, la Federazione conferma che non ci sono indagini sul rugby a XV.

Mentre il rugby league rischia di sprofondare nello scandalo, il rugby union si dichiara innocente. Lo scandalo doping che rischia di travolgere lo sport in Australia inizia a colpire duramente, con ben sei squadre della NRL coinvolte nell’affaire. E, intanto, la Federazione Australiana Rugby si smarca.

Sono North Queensland, Penrith, Canberra, Newcastle, Manly e Cronulla i club di rugby a XIII contattati dalla National Rugby League perché sotto indagine da parte dell’Australian Crime Commission. Settimana scorsa il governo australiano aveva reso noto un documento in cui si parlava di doping diffuso nello sport professionistico australiano che coinvolgerebbe tanti dei principali sport del Paese.

Fin da subito erano usciti i nomi del Rugby League e quello dell’Aussie Rules, ma ovviamente la mente era andata anche agli altri sport principali dell’Australia. In particolare il calcio, il cricket e il rugby. E proprio le tre federazioni hanno voluto chiarire la loro posizioni, dichiarando che – a quel che risulta loro – non vi sono indagini che coinvolgono club o atleti del rugby union.

“Il documento dev’essere una sveglia per tutti gli sport professionistici e per l’intero approccio allo sport – ha dichiarato il CEO dell’ARU Pulver –. Non vi sono indagini attualmente che riguardino il rugby, ma non vuol dire che dobbiamo compiacerci e stare fermi. L’ARU collaborerà al 100% con le autorità per garantire la massima trasparenza, confermando – come già in passato – di essere assolutamente contrario a qualsiasi utilizzo di farmaci illegali e del doping”.

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