Elezioni Politiche 2013 – Silvio Berlusconi e lo spot Pdl: Tutti i NO del Popolo delle Libertà (VIDEO)

Da Saviano alla Camusso, da Hamas ai radical chic.

di andreas

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Se vi mancavano i tocchi di classe di Silvio Berlusconi nella campagna elettorale per le elezioni politiche del 2013 – tocchi di classe come lo storico inno “meno male che Silvio c’è” – potete tirare un sospiro di sollievo: il nuovo spot del Pdl non fa rimpiangere il passato.

Creato dai supporters dell’account Twitter Berlusconi 2013 (che si è scoperto non essere quello ufficiale della campagna, ma di fatto è diventato l’organo del Pdl sui social network), utilizza l’inno già noto a tutti i veri aficionados del Pdl (quello “gente che ama la gente, che non prova invidia, che odiare non saaaaa” ecc.). Ma il pezzo forte è un altro: sono le scritte che appaiono in sovraimpressione dopo una lunga carrellata del Cavaliere in espressioni da statista.

Prima la pars costruens, con i valori del Pdl: la libertà; la libertà di pensiero e di opinione; la libertà di espressione; la libertà di culto, di tutti i culti (da quando?); libertà di associazione. Ma poi parte (al minuto 0.37) il bellissimo elenco di tutti i NO! del popolo pidiellino. “NO” alla Camusso (che si conquista l’ambita prima piazza), alla Magistratocrazia, Patrimoniale, Fiom, Ingroia, Hamas, La Repubblica, No Tav, Saviano (che cosa gli avrà fatto di male, non si sa), Radical Chic (questa gliel’ha consigliata Sallusti), Imu e poi Littizzetto, Fannulloni, Coop, Santoro (forse su questo avranno cambiato idea) e una miriade di altri. Un elenco totalmente eterogeneo che ha però il gran merito di accostare Hamas, Littizzetto, i fannulloni, tutti nel pentolone.

E poi via con la parte programmatica: con l’abolizione dell’Imu, sì al presidenzialismo, alla giustizia giusta, alla libertà di impresa, ecc. ecc. Ma soprattutto “basta con l’Italia germano centrica”. Con un bel quadretto di Monti e della Merkel (con in mano l’Agenda Monti) che confabulano qualche losco complotto dettato dai poteri forti. E per chiudere in bellezza: un elenco della situazione italiana dopo un anno di governo Monti. Un bilancio, ovviamente, pessimo.

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