Affari italiani: Treviso via dalla Celtic? No, però…

Amerino Zatta chiede alla Federazione di trattare Benetton e Zebre equamente, mentre oggi lo squilibrio economico è evidente.

Confermare il rapporto che da decenni, ormai, lega Benetton e il rugby, ma alle loro condizioni. Treviso aspetta di fare il punto con Alfredo Gavazzi e capire se, e come, si può andare avanti nell’avventura celtica. Partendo dall’impegno economico federale a due velocità.

A dirlo, ieri, Amerino Zatta sulle pagine de La Tribuna di Treviso. Non un aut aut, né una minaccia, ma il punto della situazione. “Per noi c’è una premessa fondamentale ed è quella di un fair play finanziario della federazione. Non è possibile che prosegua una situazione in cui la Fir stanzi una cifra per le Zebre e un’altra, molto minore, per Treviso […] . Serve un riequilibrio di questa situazione anomala, che non ha eguali negli altri paesi che concorrono alle Celtic” le parole del presidente della Benetton Treviso. Già, perché alla Fir la RaboDirect Pro 12 costa circa 12 milioni, di cui più o meno 9 vanno per le Zebre. E, come sottolinea Zatta “Tanto più se consideriamo il nostro impegno verso la nazionale, il contributo che diamo in termini di giocatori preparati, e vorrei sottolineare anche i giovani che a Treviso si sono formati per la dimensione internazionale”.

E con questi numeri la partecipazione di Benetton non è così scontata. Perché c’è crisi e non si investe più a scatola chiusa e anche villa Minelli si devono far quadrare i bilanci. Amerino Zatta, dunque, conferma che la permanenza in Celtic League non è certa. “Non a tutti i costi. Siamo consapevoli di quanto è stato fatto negli ultimi anni per portare Treviso in Europa, sia da quando fummo i pionieri della Heineken Cup, alla fine degli anni ’90. E sappiamo l’affetto, la passione e l’amore dei tifosi – dice Zatta, che poi però ricorda –. Ma dobbiamo anche guardare i bilanci”.

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