Sileri e Brusaferro: “L’Italia è vicina al picco”. Pregliasco: “Ora la vetta è una collina, ma bisogna superarla”

Il viceministro della Salute è guarito e donerà il suo sangue ai ricercatori.

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri è guarito dal coronavirus e questa è la notizia più importante che lo riguarda. Ha raccontato di aver passato le pene dell’inferno e di aver anche avuto paura di morire, ma per fortuna ora si è negativizzato e aspetta il nulla osta dalla Asl per tornare al ministero. Intanto ha rilasciato un’intervista alla BBC, all'”Andrew Marr Show”, dicendo che l’Italia è vicina al picco dell’epidemia di Covid-19 e che tra una settimana, dieci giorni al massimo, il nostro Paese vedrà un calo dei casi positivi.

Sileri ha anche risposto a chi critica il governo italiano sostenendo che non abbia imposto il blocco abbastanza velocemente e ha detto che, al contrario, l’esecutivo ha agito rapidamente, ma è stato “molto sfortunato” perché in Lombardia si erano creati diversi focolai. Intanto Sileri ha detto di voler andare a donare il suo sangue agli scienziati del San Matteo di Pavia, che dal sangue dei guariti vogliono estrarre gli anticorpi.

Intanto oggi anche Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, intervenendo a “In Mezz’ora in più” su Raitre, ha sostanzialmente confermato quando detto da Sileri:

“Ci troviamo in una fase vicina al picco. La sfida oggi è individuare le persone prima che arrivino all’ospedale, intercettando i paucisintomatici e i positivi. Le politiche di popolazione vanno tarate sugli strumenti che possediamo”

Un altro medico che è intervenuto sul tema è Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, che è stato a Parma in visita ai volontari dell’Anpass di cui è Presidente (l’Associazione nazionale pubbliche assistenze) e ha detto all’Adnkronos Salute:

“Dalla Lombardia arrivano i primi segnali positivi, ma occorrono almeno altri 15 giorni di blocco. Poi, verso metà aprile, si potrà pensare a una riapertura progressiva e mirata, tutelando soprattutto gli anziani e i fragili. Gli anziani dovranno stare ancora a casa, e i pronto soccorso dovranno essere dotati, oltre ai cerotti, di stock di mascherine, in attesa di una seconda ondata”

Secondo Pregliasco non si può parlare di un vero e proprio “picco”, ma di una sorta di “collina” e non è esclusa una seconda ondata di Covid-19:

“Non si può escludere: con queste misure di mitigazione abbiamo tolto la punta alla curva, ma il virus non sparirà all’improvviso. Dobbiamo sottolineare che l’incremento percentuale in Lombardia sembra essersi stabilizzato. Certo la situazione di Milano un po’ preoccupa, e per questo è importante non mollare. Mentre a Roma, dove considerate le dimensioni la situazione è delicata, il blocco sembra stia funzionando”

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