Quarto Grado puntata 22 marzo 2013

Nuovo appuntamento con le storie irrisolte di Quarto Grado, il settimanale condotto da Salvo Sottile con Sabrina Scampini su Rete 4

Francesca Carollo è riuscita ad intrattenere una lunga telefonata con Chico Forti, il nostro connazionale detenuto in un carcere di massima sorveglianza. Le Leonesse si sono recate da Rosario Fiorello per sensibilizzare le compagnie telefoniche a concedere il numero per gli sms solidali.

Scomparsa Roberta Ragusa: madre Antonio Logli sospetta del figlio?

Ci sarebbe una spaccatura all’interno della famiglia di Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa unico indagato per omicidio della moglie. In particolare, la madre di Logli avrebbe avanzato forti dubbi sul comportamento del figlio, in merito alla scomparsa della nuora.

Procuratore Pisa Ugo Adinolfi (in merito ai reperti restituiti dai detriti di una discarica): Cercheremo sempre dei riscontri sempre più significativi. Le tesi di Antonio non convincono. Il supertestimone lo risentiremo.

Enrico Gallinaro (avvocato di una cugina e dello zio): In caso di ritrovamento, viene chiamato qualcuno in grado di riconoscere qualcosa della donna. I miei assistiti si trovano a Roma e, allora, non avevano rapporti frequenti con la signora. Da circa un anno ci sono degli apprezzamenti in merito a Roberta Ragusa e il fatto su alcune pagine Facebook. Tutti possono avere opinioni nel rispetto degli altri. E’ stata additata da una o più persone come una persona priva di cervello, mezza scema e con una foto priva degli occhi. Mi muoverò legalmente per capire l’accanimento verso Roberta Ragusa.

Il legale di Logli nega di aver perlustrato la zona setacciata dal supertestimone per verificare l’acustica e la visibilità notturna. Antonio si frequenta ancora con Sara nel weekend rafforzando la tesi dell’accusa (si sarebbe liberato della moglie per vivere alla luce del sole il nuovo amore e non dividere il patrimonio di famiglia).

Giallo di Garlasco: intervista a Rita Poggi

Alberto Stasi, fidanzato di Chiara Poggi, si è laureato e trasferito a Milano per lavoro. E’ stato immortalato dai paparazzi assieme a diverse amiche. Per il possesso di 17 fotogrammi di scene pedopornografiche, è stato condannato a 30 giorni di carcere (convertiti in una pena pecuniaria di 2500 euro) e all’inibizione di frequentare qualsiasi attività lavorativa che lo metta a contatto con i bambini.

Sabrina Scampini ha raccolto le riflessioni di Rita Poggi, madre di Chiara, la giovane di Garlasco uccisa il 13 agosto 2007:

Le due sentenze hanno lasciato dubbi: soprattutto quella d’Appello. Io spero sia fatta chiarezza, per Chiara, per mia figlia. Tragedie del genere non si superano, ma noi siamo riusciti a restare uniti. Prima eravamo una famiglia di quattro persone. Ora siamo in tre, ma Chiara c’è sempre. Ho voluto tornare in quella casa. È vero: lì è stata uccisa Chiara, ma ho tanti bei ricordi. Ogni volta che mi giro, la sento nell’aria. Nella sua stanza non ho toccato niente. È tutto in ordine. Ci sono le sue cose, i suoi vestiti: se dovessi toccarli sarebbe come accettare che mia figlia non c’è più.

Parlando della figlia, la signora Poggi dichiara:

Chiara era una ragazza semplice, che voleva farsi una famiglia. Nel lavoro era ambiziosa, indipendente. Era brava e non ho mai dovuto dirle di studiare. Non aveva tanti amici: si fidava di poche persone.

Ricordando il giorno del delitto, la madre di Chiara afferma:

Quel 13 agosto, quello che è successo l’ho saputo dai carabinieri. Mi hanno chiamato per dirmi di andare in caserma: “Deve venire subito”, hanno detto. “Cosa è successo? Hanno rubato in casa?” E loro: “No. È morta sua figlia”. “Un incidente? No in casa; sulle scale”, mi hanno risposto. L’avevo sentita la sera prima: era tranquilla. Mi ha detto che non sarebbe uscita, che avrebbe mangiato una pizza a casa. Può darsi che fosse in difficoltà e non ce l’abbia detto, perché voleva arrangiarsi da sola: voleva sempre far tutto da sola. Abbiamo passato settimane in caserma. Dovevano indagare: tutto quello che sapevamo e che credevano utile, lo abbiamo detto.

Nel corso dell’intervista la signora Poggi parla delle reazioni della sua famiglia alla senzenza di II grado:

Dopo la sentenza di II grado non mi è crollato il mondo addosso, perché non sono sconfitta e non lo sarò mai. Infatti cercherò la verità finché non la troverò. L’unica cosa per cui mi sento sconfitta è che nessuno ha capito che a dei genitori sono dovute delle risposte e delle certezze. Come si fa a scrivere, che la realtà è inconoscibile? Davanti alla morte di una ragazza bisogna fare il possibile per cercare verità e giustizia. Il II grado di giudizio è stata una delusione immensa. C’erano degli elementi che non erano stati accolti: la camminata, la bici, il capello biondo. Ma noi non ci fermeremo, perché vogliamo sapere chi è stato.

A proposito del rapporto con Alberto la figlia Chiara, la donna ricorda:

Alberto (Stasi, ndr) la veniva a prendere al cancello e andavano via. Si vergognava a portare il ragazzo in casa, perché Chiara era timida. Quando ho sentito la telefonata di Alberto al 118 non ho pensato a niente, ma la risposta “C’è una persona morta”, considerando che era la sua ragazza e stavano insieme da 4 anni… Di Alberto non parlo e non commento la sua partecipazione a “Matrix”. In quell’intervista Alberto ha detto che voleva avvicinarsi a noi, ma non è successo. Prima deve uscire la verità, poi ci penseremo.

Rita Poggi conclude:

Chiunque sia stato ad uccidere mia figlia, non capisco come possa tenersi dentro un segreto così, non senta il bisogno di dire cosa ha fatto, dire “Ho sbagliato”. Per essere definiti uomini, secondo me, è necessario avere il coraggio di affrontare le proprie responsabilità. Il prossimo 31 marzo è il compleanno di Chiara: le porterò delle rose bianche. Mi manca, ma ho la sensazione che mi sia sempre accanto. Immagino sia andata via e poi torni. Subito dopo la sua morte ho cominciato a trovare delle farfalle, le portavo i fiori e c’erano le farfalle. Credo sia un segno. Quando vado al cimitero, prego e penso. Le racconto qualche problema e le dico: Aiutati tu, oltre ad aiutare noi. Guida chi di dovere perché faccia emergere la verità e ci sia giustizia.

La camminata: perché Stasi non aveva le suole delle scarpe insanguinate? Non è stato analizzato un capello biondo poggiato sulla mano sinistra della giovane vittima.

Il mancato sequestro della bicicletta nera che avrebbe potuto dare una sostanziale risposta alla famiglia di Chiara dopo la momentanea doppia assoluzione di Alberto.

Chi ha ucciso Marisa Morchi?

E’ avvenuto, tra le 13 e le 14 del 14 marzo 2013, è stata uccisa con un’assurda brutalità, Marisa Morchi. La pensioanta di Castelnuovo Magra è stata ritrovata dalla figlia Marina in un lago di sangue, uccisa da tredici colpi di un arma molto tagliente. Esclusa la pista della rapina mentre potrebbe prender quota il movente passionale. Caramelle, una foto da bambina ed un gallo morto sono stati lasciati accanto al cadavere della settantasettenne rinvenuta con le mani mozzate. Si ipotizza che l’assassino, qualche ora dopo, possa essere ritornato sulla scena del delitto rompendo un vaso e forzando la porta d’ingresso. Ad oggi, sono stati sequestrati dei guanti non appartenenti alla vittima; la testimonianza di una vicina che avrebbe visto uno straniero passeggiare affannosamente lungo il viale; i filmati delle telecamere che potrebbero aver registrato il killer in fuga.

Marina la figlia (sulla vicenda del gallo): La lasciamo da parte. Saranno gli inquirenti a precisare. Preferisco non parlare.

Caso Emanuela Orlandi: verità da Papa Francesco

Al neo Papa Francesco, Pietro Orlandi, la sorella Federica e la mamma hanno chiesto la verità sulla scomparsa di Emanuela, di cui non si hanno più notizie da quasi 30 anni. La famiglia vuole conoscere l’esistenza di una linea diretta tra il Vaticano e i presunti sequestratori (a cui si accedeva solamente con un codice segretissimo, 158) dell’allora quindicenne. Il dossier con le telefonate sarà affidato finalmente alla Magistratura italiana?

Pietro Orlandi: E’ stato un incontro casuale. A Benedetto XVI è stato impedito di occuparsi della vicenda. Parlare con lui mi si è aperto il cuore. Non ci sono state tante parole. Gli ho chiesto di far emergere la verità. Gli ho stretto la mano e lui ha sorriso in senso di assenso. Mi piacerebbe approfondire un po’ di tempo e raccontargli particolari su questa vicenda. Sono convinto che, all’interno del Vaticano, conoscono bene la storia. Ci sono state tante personalità dello Stato italiano che hanno ostacolato il percorso per scoprire la verità.

Omicidio Sarah Scazzi: Cosima Serrano è innocente?

L’arringa di De Jaco, avvocato di Cosima Serrano, sostenitore dell’innocenza assoluta della sua cliente.

Avvocato De Jaco (difensore Cosima Serrano): Qui non siamo depositari della verità. Michele Misseri, reo confesso è stato tirato fuori a differenza di Cosima Serrano e Sabrina. Se, in qualche atteggiamento, non fosse stata colta dai media, ci sarebbe stato un giudizio normale. Si è cercato di tutto per farla passare da megera ma senza riuscirci. Non ha mai litigato con Concetta. Le prove accusano Michele Misseri. Abbiamo sentito declamare unas erie di sms intercorsi tra Sabrina ed Ivano Russo. Concetta vuole la verità che deve avere riscontro senza basarci su sogni o indizi fumosi. Per questo motivo, io ritengo che Cosima Serrano vada assolta da ogni capo d’imputazione per non aver commesso reato.

Remo Croci si collega dall’aula alessandrini del tribunale di Taranto ripercorrendo le posizioni di imputati e vittime.

Dove era Cosima Serrano negli attimi precedenti al delitto? Si è davvero spostata in garage?

Il ricordo (o sogno?!) dettagliato del fioraio Buccolieri potrebbe costituire la prova regina contro Cosima.

Mimino si difende dall’accusa di aver aiutato lo zio a sbarazzarsi il corpo della piccola Sarah nel pozzo di Avetrana.

Cosimo Cosma Mimino (nipote di Michele Misseri): In quella casa non c’ero. So che Michele l’ha buttato nel pozzo. Non so perché mi hanno coinvolto ma non ho occultato il corpo. Credo nella mia innocenza perché non ho fatto niente e sono tranquillo. Ho visto qualche volta Sarah in compagnia di zio Michele o la moglie. Avevano un’abitudine a litigare. Una cosa agghiacciante… non mi aspettavo che col suo carattere avesse fatto una cosa del genere. Per me non esiste più, manco il saluto.

Quarto Grado puntata 22 marzo 2013, gli argomenti di oggi

Il giallo di Garlasco – a pochi giorni dall’inizio del processo in Cassazione per Alberto Stasi – è al centro del nuovo appuntamento con Quarto Grado, il programma condotto da Salvo Sottile, in onda su Retequattro, stasera, alle ore 21.10. Pietro Orlandi, salutato da Papa Francesco dopo aver celebrato Messa in Sant’Anna, porta la sua testimonianza sul caso della sorella Emanuela nel corso della puntata del settimanale a cura di Siria Magri. Cosa chiede la famiglia Orlandi al nuovo Pontefice?

Sottile, con Sabrina Scampini, si occupa anche dell’omicidio di Marisa Morchi, la pensionata di 77 anni trovata morta nella sua abitazione di Castelnuovo Magra con le mani amputate, lo scorso 14 marzo. Tra gli altri temi della serata, la scomparsa di Roberta Ragusa e il processo Scazzi. Su Crimeblog, il consueto liveblogging della diretta.

Quarto Grado puntata 22 marzo 2013

Amici 12 puntata 22 marzo 2013
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