Coronavirus, Arcuri: “È un’emergenza senza precedenti nella storia. Sulle mascherine c’è una guerra commerciale”

Tutto quello che il commissario straordinario Arcuri ha detto durante la sua prima conferenza stampa.

Il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri ha tenuto oggi la sua prima conferenza stampa per fare il punto sui suoi primi sei giorni di lavoro:

“Dopo i primi sei giorni da commissario straordinario ritengo utile informare tutti gli italiani del lavoro fatto fino a oggi e delle prossime scelte. Tutti i cittadini stanno facendo enormi sacrifici, li ringrazio, ma non basta ringraziarli, è giusto essere con loro il più chiari possibile. Non è giusto minimizzare. Faccio ancora una raccomandazione a tutti: è davvero importante attenersi alle prescrizioni che il governo ha dato, consapevoli che sono prescrizioni difficili, inusuali, quasi non contemporanee. Abbiamo notizia che la stragrande maggioranza degli italiani le rispetta, ma imploriamo di rispettarle a tutti affinché l’emergenza non si diffonda anche nelle regioni in cui finora è stata contenuta. In pochissimo tempo siamo stati attaccati duramente da un nemico forte, invisibile e sconosciuto. Abbiamo reagito da subito e prima di tanti altri Paesi del mondo. Siamo di fronte a un’emergenza che non ha precedenti nella storia. Il Presidente del Consiglio ha detto che è la più grande emergenza degli ultimi 60 anni ed è davvero così. Noi lavoriamo senza fermarci un minuto, tutti insieme. Stiamo moltiplicando i nostri sforzi. Sono sicuro che siamo sulla strada giusta”

E ha spiegato più nel dettaglio di cosa si è occupato in questa fase:

“Che cosa stiamo facendo più nel dettaglio? Io capisco che gli italiani si aspettano da me informazioni e fatti. Noi lavoriamo per non lasciare soli, per assistere e curare tutti i nostri concittadini colpiti dal virus. Dobbiamo garantire più macchine, più posti letti, più personale. Dobbiamo implementare una rivoluzione del nostro SSN. Oggi distribuiamo 135 ventilatori che servono nei reparti di terapia intensiva. Ieri ne abbiamo distribuiti 121. Siamo passati da 13 a 73 ventilatori distribuiti al giorno, oltre cinque volte di più, ma ancora pochi. Confidiamo che questi numeri possano crescere. In pochi giorni le terapie intensive in Italia sono arrivate a una dotazione di 8370. Ne abbiamo realizzate il 64% in più. I posti letti in pneumologia e malattia infettiva sono passati da 6525 a 26169. Questo succede solo nei grandi Paesi che sono coesi e focalizzati e contrastare e vincere questa guerra. Stiamo reclutando nuovo personale sanitario. Le dotazioni di personale qualificato che servono sono assai di più di quelle di cui la nostra organizzazione sanitaria era dotata. Abbiamo già compiuto due atti rilevanti e un terzo lo annunciamo oggi: con il decreto del 17 marzo il governo ha eliminato il tetto di spesa per l’assunzione di personale sanitario; nei prossimi giorni saranno inviati 300 nuovi medici selezionati dalla Protezione Civile, saranno inviati nelle regioni più in difficoltà. Quasi 8mila medici italiani hanno risposto a questo appello. Io devo ringraziarli davvero per la solidarietà e la tempestività. Questo testimonia ancora una volta il cuore di questa categoria, che è anche la più esposta”

Poi ha parlato anche degli infermieri:

“Trasferiremo su base volontaria 500 infermieri nelle zone con più alto numero di malati di Covid-19. Con una indispensabile collaborazione e solidarietà tra le regioni sono già stati trasferiti 59 pazienti dalla Lombardia in altre regioni. Continueremo questo percorso e voglio anche ringraziare il governo tedesco per averci dato da ieri la possibilità di trasferirne altri nei loro ospedali. Più personale è necessario anche per aiutare i medici e gli infermieri che da settimane se non da mesi sono in trincea con turni massacranti. Il secondo obiettivo è la più alta dotazione di dispositivi di protezione per gli operatori che consentono all’Italia di non fermarsi”

Arcuri: “Il piano per l’autosufficienza nella produzione di mascherine”

Il problema più difficile che Arcuri sta affrontando è quello dell’approvvigionamento di mascherine:

“Nei giorni scorsi abbiamo avuto momenti molto difficile: l’Italia non produce mascherine e ventilatori se non in quantità insignificanti. Le munizioni che servono per vincere questa guerra non le abbiamo in casa nostra. Certamente capirete che tutti i Paesi sono stati attaccati o stanno per essere attaccati da questa epidemia e si preparano e dove hanno gli strumenti se li tengono. Le mascherine non sono come la pasta, non si vendono nei negozi all’angolo delle strade e non si possono vendere in rete e materializzarsi dove servono. Siamo in una guerra commerciale molto dura e complicata. C’è un’infinità di speculatori, ma ci sono anche molti Paesi alleati che ci aiutano. A tutti i lavoratori, i sindacati, devo un sincero ringraziamento, per lo sforzo e anche per la pazienza che hanno avuto in queste ore, ieri abbiamo distribuito e 4 mln e 900mila mascherine di quelle che servono di più al personale sanitario, è il numero più alto da quando è cominciata l’emergenza. Siamo passati a una media di oltre 8 milioni di mascherine distribuite al giorno, in poco tempo siamo cresciuti di sei volte nel totale. Contiamo, anche grazie alla straordinaria collaborazione del Ministero degli Esteri che ha costituito un’unità di crisi, ringrazio davvero per questo il ministro Di Maio. Confidiamo di poter stabilizzare in una quantità sufficiente le mascherine che servono ogni giorno agli italiani che ne hanno bisogno”

E ha annunciato che presto partirà una grande produzione interna:

“Tra 96 ore un consorzio di produttori italiani inizierà a produrre mascherine, per attenuare la nostra totale dipendenza dalle importazioni. È un segnale importante della solidarietà degli industriali italiani. Pensiamo che in poco tempo copriranno la metà del nostro fabbisogno. Questo è un risultato straordinario. Sei giorni fa lo consideravo utopistico. In pochissimi giorni, nel Paese che troppo spesso è piegato dai lacci e laccioli della democrazia, abbiamo chiesto e ottenuto l’autorizzazione a lanciare l’incentivo ‘Cura Italia’ che gestirà Invitalia ed è online da stamattina, permette di finanziare con 50 milioni le imprese che vogliono riconvertire i loro impianti per produrre ancora altre mascherine. Abbiamo fatti tutti uno sforzo straordinario per mettere in campo in pochissimo tempo questa opportunità. Sono convinto che molte centinaia di imprese italiane cercheranno di coglierla. Devo raccomandare loro un aspetto: il tempo è la variabile decisiva. A noi servono più di 90 milioni di mascherine al mese. Dalla Cina ne importeremo 8 milioni di FFP2 e 6 milioni di mascherine chirurgiche. I nostri aerei andranno a ritirare il materiale là dove lo troviamo, per non perdere neanche un minuto”

Arcuri ha chiarito:

“La strada che abbiamo scelto è chiara, dobbiamo aumentare rapidamente la nostra produzione nazionale. Abbiamo cominciato a farla con qualche stupore in un tempo rapidissimo, dobbiamo continuare in modo da dipendere sempre meno dall’importazione e dalla guerra commerciale nella quale ora siamo dentro fino al collo. La reazione del nostro Paese dimostra che l’Italia non solo in emergenza si sta dimostrando un Paese straordinario. Ieri un produttore di flussimetri ci ha mandato la lista delle aziende concorrenti per permetterci di trovarne altri. Non abbassiamo la guardia, stiamo a casa e cerchiamo di vincere questa guerra il prima possibile tutti insieme”

Ad Arcuri è stato chiesto se è possibile fare una previsione su quando riusciremo a essere autosufficienti e lui ha risposto:

“Il consorzio che si è creato ne produrrà circa 50 milioni al mese, a noi ne servono quasi il doppio, contiamo che con Cura Italia se ne aggiungano molte altre fino a diventare autosufficienti. Ma essendo ora riforniti anche dall’estero per almeno 2 mesi, se in questo arco temporale riusciremo ad attrezzare un’offerta nazionale sufficiente, quello è il termine temporale verso il quale dobbiamo guardare”

Gli è stato poi chiesto quale sia l’invito che fa alle Regioni che in quesi giorni si sono mosse ancora in maniera autonoma, se chiede di fermare le iniziative autonome, e lui ha detto:

“La collaborazione con le regioni è soddisfacente, abbiamo già condiviso con tutte loro che se si continuano a dotare direttamente di dispositivi e apparecchiature, come le invito a fare, ce lo comunicano e ci aiutano a distribuire quelli che troviamo noi a chi ne ha davvero bisogno. Capite che in una situazione di emergenza ognuno deve anzitutto preoccuparsi dei cittadini che gli sono più vicini”

Ad Arcuri è stato anche chiesto come si agirà sui tamponi:

“Noi dobbiamo fare ogni sforzo perché il numero massimo di cittadini possibile faccia i tamponi e ogni sforzo perché oltre alla dotazione di tamponi i territori siano dotati di tutta la strumentazione accessoria in un tempo sufficientemente rapido”

Poi ha parlato ancora dei ventilatori e mascherine:

“I ventilatori e le mascherine vengono prevalentemente dagli acquisti fatti dalla Protezione Civile e per un’altra parte vengono dalle gare Consip. Noi siamo centralizzati con la Consip, ma procediamo anche su un doppio binario, acquistiamo direttamente e otteniamo il risultato della gara Consip. In questi giorni c’è uno straordinario sforzo delle persone che compongono e supportano l’ufficio del commissario e una straordinaria collaborazione con la Protezione Civile e con il governo. Il Premier è il principale organizzatore di questa guerra. Anche il ministro della Salute Speranza quotidianamente sostiene gli sforzi di tutti noi e il ministro degli Affari Regionali Boccia oltre a sostenere gli sforzi, riporta e a volte normalizza le istanze delle regioni. Siamo tutti insieme nel combattere questa guerra e credo che gli italiani se ne stiano accorgendo e tra questi italiani ci sono ovviamente anche le imprese”

E ancora sulle mascherine ha aggiunto:

“Noi abbiamo raggiunto l’obiettivo di un milione e mezzo di mascherine FFP1 ed FFP3 che servono al personale sanitario. Quanto al Sistema Sanitario Nazionale, io penso che non sia una valutazione che devo fare adesso. Io adesso ho un altro problema che è sconfiggere il coronavirus migliorando il SSN di tutte le regioni, poi avremo tempo per parlare del fatto che il SSN fosse preparato o meno ad affrontare un’emergenza”

Sulla durata del suo mandato Arcuri ha detto:

“Io ho l’obiettivo di far sì che il mio mandato duri il meno possibile, perché la durata del mio mandato è la durata dell’emergenza”

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