Welfare: soluzioni pratiche o solo buone parole? Marco Granelli

La crisi incombe su cittadini e istituzioni come una spada di damocle, mentre i tagli al welfare sono sempre più pesanti. Trovare soluzioni concrete ai bisogni più urgenti diventa più che mai necessario. Le politiche per il disagio degli adulti.

Nei quartieri meneghini vige “l’individualismo, la frammentazione” e in tempi di crisi il vicino “è un concorrente” e non qualcuno “da aiutare” o che ci può “aiutare a sostenere i nostri diritti”. E’ il ritratto impietoso dell’assessore alla Sicurezza e al Volontariato del Comune di Milano, Marco Granelli.

Come fare ? “Più continuità al concetto di tutta la città possibile, mettendo insieme i soggetti che si occupano del bene della nostra città”, è il suo consiglio.  “Mettere a sistema strutturale quelle realtà che nei quartieri hanno sperimentato soluzioni sinergiche, anche con l’aiuto dei servizi sociali sul territorio, prima che la crisi ci metta uno contro l’altro”

Bisogna creare “un sistema che abbia continuità” nel tempo e che  “non sia legato a un solo progetto contingente ma a luoghi con cui si risponde alla guerra tra poveri”. Progetti “che stiano in piedi da soli, nei quartieri. Come amministrazione dobbiamo dare la possibilità che si passi da un progetto all’altro creando connessione”.

“Truffe agli anziani, furti, rapine, microcriminalità” sono un lato della crisi, forse il suo lato oscuro ma estremamente reale. Sono “strettamente connessi con la scarsità di risorse”. Le vittimesono soggetti deboli” e la prevenzione passa da un investimento massiccio “nel disagio degli adulti”, garantendo “continuità del reddito, casa e lavoro”, accompagnando le famiglie in un percorso di maggiore responsabilità. Il tutto associato alla competenza degli operatori sociali.

Secondo l’ultimo censimento, a Milano, vivono 13.000 persone senza fissa dimora. Davanti a cifre così rilevanti diventano centrali le politiche per il disagio degli adulti.

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