Europee 2009: diario elettorale

Forse a 16 giorni dal voto sarebbe bene parlar d’altro. Ma gli spunti non sono tantissimi. E così anche una riga di Massimo D’Alema che parla di finte candidature può trasformarsi in un’occasione di dibattito e confronto.Il problema è arcinoto. Prendi Berlusconi, Di Pietro o Vendola. C’è qualcuno pronto a scommettere che lasceranno i loro

Forse a 16 giorni dal voto sarebbe bene parlar d’altro. Ma gli spunti non sono tantissimi. E così anche una riga di Massimo D’Alema che parla di finte candidature può trasformarsi in un’occasione di dibattito e confronto.

Il problema è arcinoto. Prendi Berlusconi, Di Pietro o Vendola. C’è qualcuno pronto a scommettere che lasceranno i loro incarichi attuali per Strasburgo? Evidentemente no. Le loro sono semplicemente candidature di bandiera. Servono per attirare voti e incassare consensi facendo leva sulla popolarità di un determinato nome.

Franceschini ha fatto una scelta diversa – di coerenza, si direbbe altrove – mettendo in lista persone che fanno campagna elettorale per incamerare il maggior numero di voti possibili, utili alla loro elezione al Parlamento Europeo. Dice D’Alema “se lei si candida alle elezioni europee e chiede dei voti, ma non ci può andare, e con i voti dati a lei ci va pinco pallino, questa è una truffa, non saprei come definirla altrimenti”.

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