Coronavirus, il risveglio di Johnson: “Rapida crescita, evitate contatti e viaggi”

Il brusco risveglio della Gran Bretagna sul coronavirus: il premier Johnson, dopo aver sottovalutato l’emergenza, vara ora misure restrittive

Il premier della Gran Bretagna, Boris Johnson si è reso finalmente conto della gravità dell’emergenza coronavirus. Dopo aver snobbato per troppo tempo quanto stava avvenendo non troppo lontano dai confini britannici, ma anche i primi casi di contagio sul territorio di “Sua Maestà”, il capo del governo ha parlato oggi di “rapida crescita della curva” del contagio, ammettendo che senza “azioni drastiche” i contagi potrebbero raddoppiare ogni 5 o 6 giorni. Insomma, l’espansione del virus in Gran Bretagna viaggia a velocità superiori (sic!) a quelle che si aspettava Johnson, che ha così annunciato in conferenza stampa le prime misure per contenere il contagio.

Johnson: “Interrompere contatti e viaggi non essenziali”

“È ora che tutti interrompano i contatti non essenziali e i viaggi non essenziali”, ha aggiungo il premier britannico, invitando i cittadini, ove possibile, di lavorare da casa e di evitare luoghi pubblici come teatri e pub. Un primo step che, in caso di mancata ricezione da parte della popolazione, porterà come in Italia alla chiusura praticamente di “tutto”. Il governo della GB invita contestualmente le persone affette da febbre o raffreddore a rimanere in casa per almeno 14 giorni e lo stesso dovranno fare i loro parenti ed eventuali coinquilini.

“Possibile chiusura delle scuole in futuro”

Sir Patrick Vallance, chief scientific adviser del governo britannico, ha confermato anche che la situazione coronavirus nel Regno Unito è tre settimane indietro rispetto all’Italia, ragion per cui il peggio, purtroppo per loro, deve ancora venire. Considerato che fino a domenica si sono tenuti concerti e altri eventi pubblici con decine di migliaia di persone, il costo in termini di vite “oltremanica” potrebbe essere ancora più pesante rispetto al Bel Paese. Nel corso della conferenza stampa tenuta a Downing Street con il premier, Vallance ha ammesso che la chiusura delle scuole e altre misure drastiche potrebbero essere decretate “in futuro”. Di sicuro, ha puntualizzato anche il chief medical adviser dell’esecutivo, Chris Whitty, che le misure restrittive nel Regno Unito saranno in essere per “un periodo prolungato”.

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