Delitto di Perugia: procura e difesa presentano ricorso

Il processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito si è concluso il 5 dicembre dello scorso anno: lei è stata condannata a 26 anni di carcere, lui a 25 per l’omicidio della studentessa Meredith Kercher.Pochi giorni dopo, il 22 dicembre, la pena per Rudy Guede, terza persona coinvolta nel delitto, fu ridotta in appello da


Il processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito si è concluso il 5 dicembre dello scorso anno: lei è stata condannata a 26 anni di carcere, lui a 25 per l’omicidio della studentessa Meredith Kercher.

Pochi giorni dopo, il 22 dicembre, la pena per Rudy Guede, terza persona coinvolta nel delitto, fu ridotta in appello da 30 a 16 anni di reclusione.

Ora, a distanza di pochi mesi da quelle sentenze, è tempo di ricorsi: a fare il primo passo sono stati i pm Manuela Comodi e Giuliano Mignini, che hanno presentato ricorso contro la concessione delle attenuanti generiche e l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi per Knox e Sollecito.

I due pm sostengono che la pena per i due sia stata troppo leggere ed ora chiedono una “pena di giustizia, che significherebbe carcere a vita per i due imputati:

Nella sua approfondita e rigorosa motivazione a sostegno della sentenza, la Corte d’Assise, dopo aver ricostruito in modo ineccepibile l’evento per il quale è processo e la responsabilità dei due imputati, risolve in una riga – l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi e si sofferma, poi, sulle attenuanti generiche che ha ritenuto, con argomenti non convincenti, di concedere agli imputati. L’intera ricostruzione che ha condotto la Corte a ritenere che non vi fosse alcun ‘buon’ motivo (né astio tra Amanda e Meredith; né questioni di denaro; né un litigio degenerato) per uccidere, ma adesione estemporanea ai propositi sessuali di Rudy Guede, impone viepiù la valorizzazione della futilità dei motivi.

Ciò che la Corte ha descritto come movente costituisce addirittura il paradigma della assoluta e riprovevole sproporzione tra ‘motivo’ ed ‘azione’. Senza considerare, poi, che se l’aggravante in questione è stata riconosciuta sussistere per il concorrente Rudy Guede anche dal Giudice di secondo grado, non può non ricorrere in capo ai due concorrenti che hanno assecondato il proposito criminoso del complice: se il motivo era futile per Rudi, lo doveva essere ancora di più per gli attuali imputati che, nella prospettazione della Corte, si sono mossi in preda alla ‘eccitante’ curiosità di sperimentare violenze su una giovane ragazza che era, oltretutto, la coinquilina di Amanda. Se davvero, come afferma la Corte, i due imputati hanno agito in uno stato di totale impassibilità, come se violentare ed uccidere una coetanea, per la Knox coinquilina, fosse alternativo ad andare in un pub, in una discoteca, o a consumare stupefacenti o ad avere un rapporto sessuale o, più semplicemente, ad andarsene a dormire, com’è sostenibile che questa ‘contingenza casuale’ possa essere utilizzata per una valutazione di minor gravità del fatto?

A presentare ricorso, per motivi totalmente opposti, sono stati anche i legali di Raffaele Sollecito, che chiedono che venga presa in considerazione la testimonianza di Mario Alessi, condannato all’ergastolo per il rapimento e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri.

Alessi, ve ne abbiamo parlato tempo fa, aveva raccontato di aver raccolto una confidenza del giovane ivoriano Rudy Guede circa il vero autore dell’omicidio di Meredith:

Guede avrebbe spiegato ad Alessi quello che aveva già detto in Tribunale: lui, la notte tra il 1° e il 2 novembre del 2007, si trovava nella casa di via della Pergola, ma non ha nulla a che vedere con il delitto. Ad uccidere Meredith sarebbe stato un altro uomo presente nella casa, un amico di Guede non ancora identificato. Guede ha ribadito di non aver mai conosciuto Sollecito e di aver incontrato solo occasionalmente la Knox.

Quella rivelazione scagionava anche Amanda e Raffaele e per questo i legali delle due parti si erano subito dati da fare per portare quella testimonianza in Tribunale. Giorni dopo, però, Rudy Guede smentì tutto:

Come solito in questo nostro amato bel paese, di persone false, dedite alla mendacia ve ne sono assai. […] Va detto che quello che ho sentito nei giorni trascorsi per mezzo dei media a riguardo di quanto falsamente dichiarato da quest’essere immondo dal nome di Alessi Mario, cui coscienza non altro che una puzzolente immondezza, solo e soltanto farneticazioni di una mente malata e contorta, le sue: dichiarazioni fantasticate e false di un orco che, come noto a tutt’Italia, macchiandosi di un orrendo omicidio ove privato la vita ad un piccolo angelo umano.

L’altro ricorso sarà presentato domani dalla difesa di Amanda Knox e, come se non bastasse, anche i legali di Rudy Guede hanno deciso di ricorrere alla Cassazione per la sentenza definitiva.

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