Fontana al governo: “Oggi 1300 nuovi casi. Chiedo di chiudere tutto in Lombardia”

Le proposte della Regione Lombardia al governo.

Il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana lo chiede da giorni, da quando è stato firmato il decreto ormai noto come “Io sto a casa”: nella zona di sua competenza servono misure ancora più restrittive perché il contagio non si ferma.

Nello specifico, nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 1300 nuovi contagi e la situazione è sempre più insostenibile, per questo Fontana oggi ha scritto una lettera indirizzata al Premier Giuseppe Conte, al ministro della Salute Roberto Speranza e al Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli illustrando le sue “proposte per ulteriori misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19”.

Il Presidente Fontana nella lettera propone:
– chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, a eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità, servizi pubblici essenziali, vendita di beni di prima necessità ed edicole;
– chiusura di tutti i centri commerciali, negozi presenti all’interno di essi, reparti di vendita di beni non di prima necessità. Aperte invece farmacie, parafamacie, punti vendita di generi alimentari e di prima necessità. Chiusi i mercati su strada, al coperto, medie e grandi strutture di vendita;
– chiusura di bar, pub, ristoranti di ogni genere;
– chiusura di attività artigianali di servizio come parrucchieri, estetisti ecc. Aperti i servizi emergenziali e di urgenza;
– chiusura di tutti gli alberghi e di ogni attività destinata alla ricezione, a accezione di quelle necessarie ai fini dell’espletamento delle attività di servizio pubblico;
– sospensione delle mense nelle strutture pubbliche e private;
– chiusura di tutti i servizi terziari e professionali, eccetto quelli di pubblica utilità o necessari per il funzionamento dei settori che restano in funzione perché indispensabili.

Fontana ha parlato della lettera inviata al governo intervenendo in diretta a Italia7Gold e ha spiegato:

“Abbiamo inviato al governo le proposte concordate con i sindaci relative a ulteriori misure di contenimento della diffusione del coronavirus: abbiamo chiesto la chiusura di tutto, non possiamo andare avanti con questi aumenti di contagi, non possiamo permettercelo […] Il documento contiene il dettaglio di quelle che sono le iniziative che consideriamo indifferibili sulla base dei dati scientifici in nostro possesso e già comunicati ieri pomeriggio al Governo, nel corso della riunione con i ministri Boccia e Speranza e con i presidenti delle Regioni, oltre che all’Istituto Superiore di Sanità”

Resterebbero aperte “tutte le attività considerate essenziali per continuare la vita ordinaria, dalla catena alimentare all’energia ai rifiuti, e quelle attività imprenditoriali collegate a catene mondiali da cui non possono distaccarsi altrimenti ne avrebbero danni eccessivi”.