Rivolte in carcere, Bonafede fa il bilancio: coinvolti 6mila detenuti, da oggi mascherine nei penitenziari e test

Rivolte in carcere, Bonafede: 40 agenti feriti a 12 detenuti morti “perlopiù riconducibili ad abuso di sostanze”

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede riferisce in Senato sulle rivolte nelle carceri italiane, da Milano a Palermo, legate all’emergenza coranavirus. Secondo il Guardasigilli le ribellioni “sono state portate avanti da almeno 6mila detenuti su tutto il territorio nazionale”.

Il bilancio totale delle rivolte “è di oltre 40 feriti della polizia penitenziaria e di 12 morti tra i detenuti per cause che, dai primi rilievi, sembrano per lo più riconducibili ad abuso di sostanze sottratte alle infermerie durante i disordini” ha detto Bonafede.

Il ministro si è poi soffermato sui casi di Foggia e Modena. Nel capoluogo pugliese un gruppo di detenuti è evaso, scavalcando i cancelli del perimetro del carcere: “Risultano latitanti 16 detenuti che erano soggetti al regime di media sicurezza”. Bonafede ha parlato di “gravi danni strutturali” arrecati al carcere. Danni ingenti anche nel carcere di Modena dove “gran parte dell’istituto è diventato inagibile”.

Bonafede ha informato poi delle misure volte a contrastare la diffusione del Covid-19 nelle carceri: “Proprio ieri è arrivata la prima fornitura di circa 100mila mascherine che sono in fase di distribuzione, prioritariamente agli operatori che accedono dall’esterno” e “da oggi verranno effettuati i tamponi ai detenuti trasferiti a vario titolo, che si sommano alle operazioni di triage”.

Secondo il ministro “è evidente che tutti questi sforzi profusi dall’amministrazione al solo scopo di evitare che l’epidemia si faccia largo nelle carceri rischiano di essere gravemente compromessi dalle rivolte di questi giorni”, rivolte “che hanno causato l’inagibilità di un numero elevatissimo di posti detentivi”. Tra le strutture più danneggiate anche il carcere napoletano di Poggioreale.

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