Roma: evasi due ergastolani da Rebibbia, sono usciti in permesso premio e non sono tornati

Sono in corso in queste ore le ricerche di Alberto Ernandez Maggiore, 45 anni, e di Cesare Genova, 40 anni, ergastolani a Rebibbia in permesso premio che non hanno fatto ritorno in carcere come previsto.I due, condannati all’ergastolo per omicidio, avevano già scontato gran parte della loro condanna e da circa due anni avevano iniziato


Sono in corso in queste ore le ricerche di Alberto Ernandez Maggiore, 45 anni, e di Cesare Genova, 40 anni, ergastolani a Rebibbia in permesso premio che non hanno fatto ritorno in carcere come previsto.

I due, condannati all’ergastolo per omicidio, avevano già scontato gran parte della loro condanna e da circa due anni avevano iniziato a godere di permessi premio.

L’ultimo era stato loro concesso per il periodo pasquale: dieci giorni di libertà con obbligo di rientro fissato per domenica scorsa, quattro giorni fa.

Nessuno dei due, però, si è presentato al carcere romano di Rebibbia e, stando a quanto si è appreso in queste ultime ore, il piano di evasione era in preparazione da tempo.

Durante una perquisizione nella cella che dividevano, gli agenti hanno trovato una lettera della compagna di uno dei due in cui si fa riferimento alla fuga.

I due si erano comportati per anni in maniera impeccabile, lavorando insieme agli altri detenuti e partecipando a progetti per scuole.

Ed era stato proprio questo comportamento modello e la loro apparente volontà di intraprendere un percorso di recupero a convincere il Tribunale di sorveglianza a conceder loro il permesso premio per le vacanze di Pasqua.

Così donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, ha commentato la notizia:

Le evasioni sono percentualmente minime rispetto all’alto numero di soggetti detenuti che godono di benefici penitenziari. Tuttavia alla Polizia Penitenziaria deve essere affidato un ruolo di maggiore importanza ai fini dell’istruttoria relativa alla concessione o meno di benefici penitenziari. Così come è auspicabile che il piano carcere all’esame del governo diventi subito operativo «nelle parti in cui si prevedono l’assunzione di duemila agenti di Polizia Penitenziaria e la possibilità di detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua.

Via | Il Mattino

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