Omicidio di Tommaso Onofri: Mario Alessi potrebbe beneficiare presto di permessi premio

Mario Alessi, Mario Alessi, condannato all’ergastolo per l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri potrebbe presto iniziare ad uscire dal carcere grazie a permessi per lavorare.

Mario Alessi, condannato all’ergastolo per l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri potrebbe presto iniziare ad uscire dal carcere grazie a permessi per lavorare all’esterno. Non c’è ancora un quando, ma è proprio questa la strada che Alessi si appresta a percorrere: ha già seguito un corso da fabbro e uno da giardiniere e si sta comportando in modo irreprensibile.

E’ il naturale percorso di riabilitazione in carcere, ma i familiari del piccolo Tommaso non ci stanno e, nonostante la concessione di permessi non sia ancora stata confermata, fanno conoscere la loro posizione attraverso le pagine del Giorno:

Ha stuprato una povera ragazza e ha ucciso il bambino, il mio bambino. La prossima volta, se tornerà libero, che cosa farà? Quell’uomo, fuori dal carcere, può fare solo del male. E’ ancora un uomo pericoloso. Non so se sia stato lui a infierire su Tommaso, so che lui c’era, la sera in cui è stato ucciso. Non è un personaggio da rimettere in circolazione in nessun caso. Non sono io a dovere decidere, ma la penso così. Rimango stupefatta: uno diventa delinquente, violenta, uccide, poi frequenta un corso e lo mettono fuori, trovo anche incredibile che gli venga dato un lavoro quando ci sono tante persone che non ne hanno. Per me è una cosa schifosa.

Alle dure parole di Paola Pellinghelli hanno già fatto seguito le dichiarazioni del difensore di Mario Alessi, l’avvocato Laura Ferraboschi, che ha ribadito come al momento non ci siano notizie certe a tal proposito:

Chiederemo quando i tempi saranno maturi. La legge lo consente. Se c’è una legge, significa che è possibile. Perché no? Escono tanti criminali. I mafiosi sono più pericolosi di Alessi.

Le parole contano e dire che Alessi è meno pericoloso di un mafioso non equivale a dire che non sia pericoloso. Per quel delitto, lo ricordiamo, ci sono altre due persone in carcere: Antonella Conserva, condannata in via definitiva a 24 anni di carcere, e Salvatore Raimondi, zio del bimbo, condannato a 20 anni di carcere con rito abbreviato.

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