Strage di Erba: ripreso il processo d’appello per Olindo Romano e Rosa Bazzi

E’ ripreso questa mattina a Milano, come vi abbiamo anticipato ieri, il processo che vede imputati Olindo Romano e Rosa Bazzi, già condannati in primo grado all’ergastolo per il quadruplice omicidio dell’11 dicembre 2006, noto come la strage di Erba. Poco fa abbiamo letto l’intervista ad Edoardo Montolli, autore insieme a Felice Manti de “Il


E’ ripreso questa mattina a Milano, come vi abbiamo anticipato ieri, il processo che vede imputati Olindo Romano e Rosa Bazzi, già condannati in primo grado all’ergastolo per il quadruplice omicidio dell’11 dicembre 2006, noto come la strage di Erba.

Poco fa abbiamo letto l’intervista ad Edoardo Montolli, autore insieme a Felice Manti de “Il grande abbaglio“, nel quale vengono messi in evidenza i molti punti oscuri di questo processo, gli stessi punti oscuri che la difesa sta utilizzando per provare l’innocenza dei due coniugi.

Se Rosa Bazzi e Olindo Romano non sono colpevoli, chi ha commesso la strage? La difesa è pronta a sostenere la testimonianza di un detenuto che ha trascorso parte della sua pena nel carcere di Como insieme ad Azouz Marzouk, padre e marito di due delle vittime della strage.

Questo detenuto ha scritto una lettera nella quale sostiene che in questo processo sono state condannate le persone sbagliate. Secondo l’uomo, il delitto sarebbe maturato in carcere, come vendetta trasversale nei confronti di Marzouk.

La difesa ha chiesto che questo detenuto, che attualmente si trova nel carcere milanese di Opera, sia ascoltato come teste.

Alla richiesta, però, si è opposta Nunzia Gatto, sostituto procuratore generale, secondo la quale le “dieci righe” scritte dal detenuto “non attengono strettamente la vicenda processuale” e la pista delle vendetta trasversale era stata già esclusa in primo grado.

Quella di oggi, secondo il calendario, dovrebbe essere l’ultima udienza prima del verdetto, atteso per il 20 aprile. Sempre che non ci siano colpi di scena.

Vi ricordiamo che il pg Nunzia Gatto ha chiesto la conferma dell’ergastolo e dei tre anni di isolamento diurno per i due coniugi.

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