Decreto intercettazioni, IV boccia emendamento Grasso: maggioranza rischia di andare sotto, poi sintesi

Non c’è solo la prescrizione ad agitare la maggioranza: la discussione al Senato sulle intercettazioni è stata rinviata

Non c’è solo la prescrizione ad agitare le acque della maggioranza. La discussione nell’aula del Senato del decreto sulle intercettazioni è stata rinviata dalle 16 alle 18:30 perché si sono susseguite le riunioni per le modifiche al provvedimento dopo che la maggioranza ha rischiato di andare sotto in commissione Giustizia.

“Stiamo valutando integrazioni all’emendamento del senatore Grasso (LeU)”, aveva spiegato il sottosegretario alla Giustizia Giorgis. L’emendamento vedeva contraria la solita Italia Viva.

L’emendamento – che recepiva una sentenza interpretativa della Corte di Cassazione – permetteva di utilizzare come prova le intercettazioni eseguite per indagini su altri reati, però solo per i reati per cui erano ammesse le intercettazioni stesse.

Il senatore di IV Davide Faraone aveva chiarito: “Noi votiamo la fiducia su decreto intercettazioni come chiesto dal governo. Per cambiarlo serve il consenso di tutti. Chi forza a colpi di emendamento spacca la maggioranza. Sì fiducia, no provocazioni”.

Alla fine il relatore al decreto intercettazioni Michele Giarrusso ha presentato in commissione Giustizia del Senato un nuovo emendamento che riformula quello Grasso, quindi ritirato. “Abbiamo trovato un equilibrio ragionevole” ha poi detto Giorgis. “Non c’è ancora accordo” hanno replicato da IV. I termini per la presentazione di sub-emendamenti si riaprono.

Renzi riunisce i suoi

Matteo Renzi stasera riunirà i fedelissimi per tirare le somme di questi ultimi giorni ad alta tensione politica nella maggioranza, tra minacce di sfiducia al ministro della Giustizia, ventilate crisi di governo e persino ribaltoni.

Stamattina alcuni quotidiani hanno interpretato le parole di Renzi di ieri (“se fanno il Conte Ter, noi all’opposizione”) come una manovra di avvicinamento al centrodestra e a Salvini.

Intanto mentre si parla di una caccia ai “senatori responsabili” da parte della maggioranza, per sostituire quelli di Italia Viva, è proprio il partito di Renzi che fa trapelare di due nuovi arrivi che sarebbero pronti a rinforzarne le fila: una deputata e un senatore in più.

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