Roma capitale dei single. Il rapporto Censis

Roma città di single: raddoppiate le persone che vivono sole nella nostra città, rispetto al 2001. Ovvero erano il 28% dei nuclei familiari romani, oggi sono il 44%. In pratica, più di mezzo milione di persone (596mila), fra cui chissà quanti cuori solitari.

di sara10

Secondo il rapporto Censis sono donne in prevalenza, le single che affollano il cuore della nostra città, e che arrivano al 58,4% del totale, mentre gli uomini sono il restante 41,6%. Caccia grossa al principe azzurro? Basta pensare che le donne single con almeno 18 anni che vivono sole sono 348mila gli uomini sono 248mila. Centomila donne in più insomma.

E come si vive “soli”? Innanzitutto, sembra che in questo senso l’importante sia non rimanerci, soli. La maggior parte dei single infatti, “il 46,4% ha almeno un genitore che vive a un massimo di mezz’ora a piedi dalla propria abitazione (di questi, oltre un terzo a meno di 15 minuti). Il 42,2% ha parenti stretti nelle prossimità e il 66% può contare su amici che vivono nelle vicinanze”.

Ci si aggrappa, soprattutto fra i più giovani, ai social network (li usa il 66%). Ma siamo lontani dal luogo comune che il web porti per forza all’alienazione dalla “vita vera”. Infatti, si mantengono anche relazioni di buon vicinato, per la maggior parte dell’esercito dei single. “Il 77% dei cittadini soli si dichiara disponibile ad aiutare i vicini e il 46% ha ricevuto aiuto da loro”.

E, lontano dal pc, anche i luoghi pubblici hanno la loro importanza, anche se abbastanza limitata rispetto alle relazioni amicali, con i parenti e i vicini di casa: “per il 31% una parte importante delle proprie relazioni si svolge in piazza, al bar, nei parchi pubblici e in altri luoghi di incontro del quartiere. Il 30% partecipa a feste, processioni, iniziative collettive che si svolgono nel proprio quartiere e il 23% si dichiara coinvolto nella soluzione dei problemi della comunità”.

Però il resto degli intervistati, e la grande maggioranza evidentemente, frequenta poco questi spazi pubblici, rimanendo nella sfera dei propri affetti più vicini. Il che fa pensare che sarebbe meglio investire in eventi, spazi d’incontro e iniziative anche fuori dai soliti luoghi e dalla solita offerta di locali-pub-ristoranti etc, che rappresentano comunque una spesa pesante in questo periodo per chi ha una sola entrata economica.

Vi rispecchiate in questo quadro?