Scritta antisemita sulla porta di casa di Aldo Rolfi: “Qui c’è un ebreo”

“Qui ci sono ebrei” è stato scritto sulla porta di Aldo Rolfi, figlio della staffetta partigiana Lidia. La foto postata su Facebook

Indignazione per la scritta antisemita comparsa a Mondovì (Cuneo) sulla porta di casa di Aldo Rolfi, il figlio di Lidia, la partigiana deportata nel 1944 dai nazisti a Ravensbruck, il più grande campo di concentramento femminile dell’Altreich, a un’ottantina di km da Berlino.

Lidia Beccaria Rolfi, staffetta partigiana morta nel 1996, nel 1978 fu l’autrice della prima opera in lingua italiana sulla deportazione femminile dal titolo “Le donne di Ravensbruck”.

“Qui c’è un ebreo” è stato scritto sulla porta di casa di Rolfi, come si può vedere dalla foto postata su Facebook dal figlio della partigiana, una scritta che replica quella delle città tedesche durante il nazismo, anche se la famiglia Rolfi non è d’origine ebraica, ricorda RaiNews24.

“La porta d’ingresso di casa mia questa mattina, all’indomani dell’uscita di un mio articolo per il 27 Gennaio…” (data della distruzione dei cancelli di Auschwitz e Giorno della Memoria) denuncia Aldo Rolfi su Facebook.

Lo storico Bruno Maida sempre via social commenta: “Ho attraversato questa porta molte volte ci abitava la mia amica Lidia Beccaria Rolfi. Oggi ci abita Aldo suo figlio. La scritta è apparsa oggi, dopo che Aldo è intervenuto su un giornale locale per ricordare sua madre. Al di là della patente ignoranza, Lidia fu deportata a Ravensbruck come politica, è uno dei molti segnali che ci dovrebbero fare alzare la voce per ricordare a tutti che essere antifascisti è il primo dovere della memoria che abbiamo”.

Sul caso indagano i carabinieri. La scritta antisemita sarebbe stata fatta nella notte. Una mano agli investigatori potrebbe venire da eventuali telecamere di sorveglianza della zona.

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