Elezioni 2013 – Un patto tra Bersani e Monti per sconfiggere Berlusconi?

E come la prenderà Vendola?

Ieri mattina alle 7.30 è stato ‘stabilito il contatto’ tra Pierluigi Bersani e Mario Monti, nella prosa da film di spionaggio di Repubblica (qui l’articolo in pdf), per sincronizzare gli orologi e decidere le prime mosse in funzione anti Silvio Berlusconi. Quali saranno mai le strategie da concordare? Nient’altro che il patto per il dopo-voto, quando con un Senato molto probabilmente in bilico il Pd sarà costretto a trovare un accordo con i centristi per sperare di mettere in piedi un Governo e insediarsi a Palazzo Chigi.

“Canali diplomatici autorizzati a trattare” si sono mossi per “siglare un patto di non belligeranza” e individuare un “nemico comune”. L’enfasi di Repubblica è solo per dire che entrambi hanno deciso di picchiare duro su Silvio Berlusconi. Non poi questa grande novità, visto che il Cavaliere è l’unico con il quale nessuno – a meno di un clamoroso e improbabile ripensamento del Professore – vuole allearsi. Ma tra Monti e Bersani non sono solo rose e fiori.

SuperMario si sarebbe infatti lamentato dell’assenza di un appoggio da parte del Pd nel momento in cui lui ha sferrato il suo attacco al Cavaliere (“pifferaio magico”, “Italia non governata da anni”, ecc.), mentre il segretario dei Democratici gongolava nel vedere il centrodestra scannarsi. Non c’è molto da stupirsi: in alcune fasi di questa campagna elettorale Bersani – fatte salve le obbligatorie apparizioni in tv – sembra seguire quello che fu il consiglio di molti comici per il centrosinistra nelle passate elezioni: “Non fate nulla, non dite nulla, che così magari vincete”.

A parte questo, la giustificazione di Bersani – sempre secondo la ricostruzione di Repubblica – sarebbe stata molto semplice: se Monti vuole l’appoggio del Pd la deve smettere di attaccare Sel e sindacati. Il problema dei Democratici è di gestire il rapporto con Vendola ed evitare che la sinistra si riversi tutta nella Rivoluzione Civile di Ingroia. Una missione difficile, ma non impossibile, se Monti smette di mettere i bastoni tra le ruote a Bersani.

Quindi: nemico comune Berlusconi, Monti smette di attaccare la sinistra e Bersani gli dà una mano contro il Cavaliere. Il tutto per poi allearsi dopo le elezioni. Niente di particolarmente nuovo, ma con questi accordi il presunto incontro per il presunto patto anti-Berlusconi è andato a buon fine: addirittura i due hanno deciso di concordare con i rispettivi staff le apparizioni tv, e magari di declinare gli inviti che potrebbero arrivare da quel Servizio Pubblico che ha rilanciato le chanche del Cavaliere. Nonostante gli errori di Santoro & co., una vendetta di questo tipo a che serve?

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