Gita fuori porta: nel Lazio la Via Crucis vivente

La tradizione cattolica vuole che nel corso della Settimana Santa i fedeli partecipino alle celebrazioni del Triduo pasquale, comprendente la rievocazione della lavanda dei piedi di Gesù agli apostoli il giovedì; l’adorazione del Santissimo (i cosiddetti sepolcri) con tanto di Via Crucis il venerdì, e poi la notte tra sabato e domenica la Veglia pasquale, con la benedizione dei simboli, la Messa e le campane che si sciolgono in festa per la Resurrezione.

Nei paesi della nostra regione, è ancora molto in uso la Via Crucis con quadri viventi, che spesso impegnano – tra recitazione e confezionamento dei costumi – intere popolazioni. Oggi vi diamo un’idea delle manifestazioni più caratteristiche, qualora voleste fare una bella gita fuori porta anche nel weekend di Pasqua, nonostante il tempo si preannunci cattivo.

Vicino Roma ci sono diversi posti in cui potrete avere l’emozione di assistere alla Passione di Cristo messa in scena: una delle più famose rappresentazioni è quella di Vicovaro, in cui attori e comparse fanno rivivere dall’ingresso a Gerusalemme alla Resurrezione nei minimi particolari, mentre a Cervara di Roma una suggestiva processione notturna viene illuminata dalle lampade a olio poste sul davanzale di ogni casa.

Ad Agosta al mattino si legano le campane, per un giorno sostituite dal suono di ‘racanelle e gnaccule’, strumenti di legno e ferro usati dai bambini in attesa della messa con processione serale con tanto di banda. Anche a Mentana i ragazzini ‘armati’ di ‘raccataule’ per tutto il giorno ricordano alla cittadinanza l’appuntamento con le celebrazioni pomeridiane. A Riofreddo, invece, il suono delle ‘ticchitacche’ scandisce il passaggio della processione serale a lume di candela con tanto di flagellatore incappucciato che insiste sul corpo del povero Gesù.

Anche a Bracciano la rappresentazione teatrale della Passione di Cristo culmina con la crocifissione sul caratteristico sfondo del castello, mentre a Palestrina la popolazione interpreta diversi quadri tratti da episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento che sfilano su carri allegorici simili a quelli usati per Carnevale. A Percile, invece, di notte i ‘farisei’ incappucciati e con i ferri alle caviglie percorrono le viuzze illuminate dalle lampade a olio flagellandosi e aspettando la processione vera e propria. Infine a Grottaferrata, i monaci dell’Abbazia di San Nilo cantano portando in trionfo per il paese il Cristo morto.

Nella provincia di Viterbo, invece, uno degli appuntamenti più interessanti è quello di Fabrica di Roma, con la processione delle due confraternite, bianca e nera, alla luce dei ‘focaracci’, falò ottenuti bruciando rami di vite e di ulivo. Figuranti e confraternite anche a Marta, che portano a spalla i caratteristici ‘lampioni e croci’, mentre a Tarquinia sfilano i penitenti con le croci fatte di fiori e sparano i cacciatori con i fucili a salve per festeggiare Gesù risorto. Infine a Ischia di Castro si portano a spalla le immagini del Cristo deposto e della Madonna addolorata, poi si dà vita alla rappresentazione teatrale dell’ultima cena, del processo e della crocifissione.

Anche nel Reatino la devozione pasquale assume le forme della Via Crucis vivente: la più bella a Leonessa con le tre Marie e la Veronica che camminano scalze alla luce delle fiaccole; il fuoco illumina anche la Passione che va in scena a Collalto Sabino, mentre a Cottanello le scene vengono illuminate dalle tradizionali ‘bicchierette’.

Il territorio di Latina ci riserva ottimi eventi: a Roccagorga sfilano le macchine della Via Crucis portate a spalla lungo le vie del centro storico, salutate alla fine da grandi falò; a Minturno rievocazione della crocifissione sulla Collina dei Bracchi; a Priverno dietro al Cristo morto pregano i penitenti vestiti con un lungo saio col cappuccio, la croce sulle spalle e le catene alle caviglie. Sull’isola di Ponza, inoltre, spettacolo pirotecnico sulla spiaggia.

Infine non possono mancare la Ciociaria e il territorio di Frosinone: ad Arpino i membri della Compagnia della Pietà, fasciati in lunghe vesti nere, accompagnano la Via Crucis rappresentata con statue al suono della banda cittadina, mentre a Veroli la processione si svolge alle 5 del mattino per poi replicare la sera.

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