Papa Francesco: “I migranti non sono una minaccia. Basta ostilità e indifferenza”

Il Pontefice: “Accogliere chi è più vulnerabile ci rende esseri umani e discepoli migliori”.

Papa Francesco oggi, durante l’udienza generale nell’Aula Paolo VI, ha parlato del tema dell’ospitalità e dunque anche dei migranti e ha detto:

“In tutto il mondo uomini e donne migranti affrontano viaggi rischiosi per sfuggire alla violenza, alla guerra, alla povertà. Come Paolo e i suoi compagni sperimentano l’indifferenza, l’ostilità del deserto, dei fiumi, dei mari… Ma, purtroppo, a volte incontrano anche l’ostilità ben peggiore degli uomini. Sono sfruttati da trafficanti criminali; sono trattati come numeri e come una minaccia da alcuni governanti. Tante volte non li lasciano sbarcare nei porti”

Il Pontefice poi ha anche aggiunto:

“A volte l’inospitalità li rigetta come un’onda verso la povertà o i pericoli da cui sono fuggiti”

Bergoglio ha sottolineato che siamo tutti fratelli e che “non è cristiano” non ammetterlo e comportarsi in modo inospitale. Durante un passaggio della catechesi a braccio, poi, ha aggiunto:

“Penso ai tempi passati, nella mia terra, per esempio, quando venivano alcuni missionari evangelisti, un gruppetto di cattolici andava a bruciare le tende: questo non è cristiano, siamo fratelli, siamo tutti fratelli e dobbiamo fare l’ospitalità gli uni con gli altri”

E ancora Papa Francesco ha detto:

“Accogliere cristiani di un’altra tradizione significa in primo luogo mostrare l’amore di Dio nei loro confronti, perché sono figli di Dio, fratelli nostri, e inoltre significa accogliere ciò che Dio ha compiuto nella loro vita. L’ospitalità ecumenica richiede la disponibilità ad ascoltare gli altri cristiani, prestando attenzione alle loro storie personali di fede e alla storia della loro comunità”

Poi Francesco ha invitato tutti a pregare per la pace, il dialogo e la solidarietà tra le nazioni e ha ricordato che il 25 gennaio sarà celebrato il capodanno lunare nell’Estremo Oriente, ha quindi rivolto un augurio

“Alle famiglie, in modo che esser siano luoghi di educazione alle virtù dell’accoglienza, della saggezza, del rispetto per ogni persona e dell’armonia con il creato”

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