Benvenuti al Sud: un viaggio al di qua del Garigliano

Continua il viaggio nel rugby di confine con Martina De Biase, che oggi affronta i problemi del rugby al sud con i presidenti dei comitati regionali.

Continua il viaggio nel sud Italia dove questo 2013 si apre all’insegna dei progetti. Si, perché c’è ancora tanto da fare e da lavorare, specialmente se si tratta di rugby. Si è speculato in giro, si è cercato di capire da dove bisognasse iniziare ed in che modo farlo. Ce ne parla, come sempre, Martina De Biase.

Ovviamente per lavorare bene c’è bisogno della sincronia di tutti e perché questa sia efficace da rendersi concreta, è necessario che, questi tutti, operino con competenza affinché il tutto possa ricondursi nella giusta direzione. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo…l’oceano(!). Nonostante tutto, però, siamo speranzosi e propositivi.

Si è fatto un viaggio tra i vari comitati regionali a partire dalla Campania fino alla Sardegna (Molise e Basilicata escluse poiché i delegati sono ancora da ufficializzare) e ognuno di loro ci ha esposto la sua condizione attuale, rispetto a cosa si è guadagnato e/o perso durante l’anno appena trascorso e i nuovi progetti da sviluppare. Si inizia con la Campania di Fabrizio Senatore, neo presidente del comitato: “E’ difficile stabilire dei parametri precisi da neo eletto, ma quel che è certo, bisogna puntare sul livello degli allenatori e dei giocatori perché se i primi sono migliori, ancor meglio saranno i secondi e questo può essere fatto solo attraverso stage rivolti a tecnici e non. Bisogna, poi, essere di maggior supporto alle società e far in modo che queste evitino di fare quasi esclusivamente attività individuali, pertanto saranno effettuati degli appuntamenti mensili poichè il comitato lavora per le società se c’è un interscambio, ma non prescindendo da queste. Infine bisogna diffondere in maniera più omogenea il rugby nelle scuole affinché possa evolversi e avvalorare il lavoro delle società facendo, così, crescere tutto il movimento”.

Anche il neo presidente della Puglia, Grazio Menga si trova d’accordo con l’opinione precedente di Senatore sul miglioramento del livello dei tecnici e degli atleti, senza tralasciare quello del corpo arbitrale, aggiungendo: “Il nostro obiettivo è quello di portare almeno una squadra nel campionato di serie B ed effettuare un maggior lavoro mediatico sui progetti da noi sostenuti”. Invece, Mario Cosenza, presidente della Calabria, spiega che la situazione è pressoché stabile: hanno perso della società per problemi economici degli apparati dirigenziali, ma ne sono nate di nuove e che, inoltre, si sta provvedendo a far conoscere il rugby in zone dove questo sport è ancora sconosciuto.

Passando alle isole, Sicilia e Sardegna, quest’ultima gestita dal presidente Gianni Atzori: “Non si possono nascondere le grosse difficoltà, come, per esempio, le spese da affrontare per le trasferte dovendo spesso raggiungere il polo opposto dell’isola e viceversa e, di conseguenza, è difficile gestire e organizzare progetti poiché è tanta la distanza tra le sedi dove si svolgono le attività, infatti si sta cercando di ovviare il problema con nuove sedi per facilitare la gestione”.

Infine, la regione Sicilia che è sotto la direzione del presidente Gianni Amore, ex candidato alle scorse elezioni per la presidenza F.I.R: “Bisogna investire nel rugby giovanile e, ci tengo a precisare, dalle scuole elementari. Pertanto gli iscritti sono incrementati in questi anni da 2460 a 4000. Sarebbe quindi necessario effettuare all’interno delle scuole primarie educazione allo sport di modo che il bambino possa avere la possibilità di scegliere lo sport che più gli piace e non quello in cui è costretto a riconoscersi. Abbiamo, poi, perso delle società importanti quest’anno, come il S.Gregorio e il Palermo, ove dalle ceneri di quest’ultima è nata l’Amatori Palermo”.

Uscendo per qualche istante dall’argomento principale, si è chiesto a Gianni Amore come stesse procedendo il suo ricorso fatto alla F.I.R.: “Non so a che punto sia, sinceramente, ma tengo a precisare che se ho scelto di fare questo ricorso non è per poter concorrere ulteriormente alla presidenza F.I.R., ma solo per principio rispetto a quanto accaduto, inoltre comunico che il giorno 15, del corrente mese, dovrò presentarmi alla Corte Federale di primo grado di istanza perché accusato di slealtà eabuso di potere”.

Dovendo, quindi, fare il punto della situazione si può dire che il sud, rugbisticamente, è un equilibrista che cammina sul filo di un rasoio. Due, però, sono gli argomenti menzionati più spesso dai presidenti regionali: il primo punto riguarda una buona notizia che è la crescita notevole del movimento giovanile, specialmente U12 e U14, nel corso di questo ultimo anno e sul quale si punta maggiormente anche in vista dei prossimi anni. Invece, il secondo e nefasto punto riguarda il problema dell’insufficienza e del mal funzionamento dei campi che, purtroppo, è vivo ovunque. Per esempio, in Sicilia, sul campo “S. Maria Goretti” di Catania giocano 6 club, senza contare che su altri campi, oltre ai club, come quello di Messina e Palermo, si aggiungono le strutture scolastiche; e la Calabria, che, invece, ha al momento un solo impianto a disposizione!

Insomma, non possiamo fare salti di gioia, ma nemmeno piangerci addosso, credo sia solo arrivato il momento di agire perché il problemi ci sono e si fanno sentire. I campi soffrono e soffrono gli atleti e, talvolta, quest’ultimi non si tutelano abbastanza ed alcuni sono addirittura “falsificati”. Ma ciò necessita di un ulteriore viaggio nei meandri del rugby italiano.

photo credit: Gilmoth via photopin cc

RUGBY 1823 è anche su @Facebook @Twitter @Google+

I Video di Blogo