Autostrade, Allianz presenta un esposto all’UE contro il Milleproroghe. De Micheli: “Patti non sono violati”

La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti ha risposto in audizione davanti alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera.

Allianz, colosso tedesco delle assicurazioni che è tra gli azionisti di Autostrade per l’Italia, ha presentato un esposto alla Commissione Europea contro quanto previsto dal decreto Milleproroghe del governo italiano, che apre alla possibilità di una revoca della concessione della società.

In particolare, Allianz non tollera la modifica unilaterale dei contratti di concessione autostradale che è introdotta proprio dal decreto Milleproroghe e segnala che l’articolo 35 di tale provvedimento contrasta con la normativa comunitaria, che garantisce il rispetto dei contratti in essere e il fatto che non possano essere modificati unilateralmente dal governo di un Paese membro.

Nell’esposto di Allianz, secondo quanto riportato dall’Ansa, viene segnalata anche la violazione del principio comunitario “pacta sunt servanda” (i patti devono essere rispettati) che è alla base della procedura di infrazione che è stata aperta dall’Ue nei confronti dell’Italia quando il ministro era Antonio Di Pietro e modificò i contratti di concessione autostradale per legge.

L’attuale ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, in audizione alle commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, ha spiegato:

“Non vi è stata alcuna violazione del principio ‘pacta sunt servanda’ né una modifica, in senso retroattivo, di una regolamentazione di tipo pattizio. “Vieppiù – ha aggiunto – in considerazione del fatto che la disposizione è destinata ad esplicare i propri effetti riguardo ai provvedimenti di decadenza, di revoca o di risoluzione delle concessioni adottati in data successiva al 31 dicembre 2019”

E ha aggiunto:

“Si è provveduto ad eliminare attraverso una disposizione di legge una situazione di privilegio attribuita, sempre per legge, ad alcuni concessionari”

Negli ultimi giorni anche altri investitori internazionali di Autostrade per l’Italia si sono fatti sentire con delle lettere. Per esempio il GiC Fund, fondo sovrano di Singapore, insieme con il fondo cinese Silk Road Fund e altri azionisti ha scritto una lettera in cui ha detto:

“Questa misura è ragione di seria preoccupazione per noi e per l’intera comunità degli investitori in quanto compromette del tutto la prevedibilità normativa, scoraggiando gli investimenti e restringendo senza giustificazione la libera circolazione dei capitali”

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