Pasqua di magro per un romano su tre. Rinunceremo a capretto e abbacchio?

I commercianti parlano, per Roma, di situazione molto pesante: siamo arrivati a dover rinunciare, sulla tavola, anche a una delle tradizioni che sembravano più inossidabili: l’abbacchio, almeno una volta l’anno, ce lo saremmo dovuti poter concedere no? E invece, per molti di noi, non è così. Segno che davvero la crisi ha intaccato l’essenziale.

di sara10

La spesa media per la tavola pasquale nella nostra città potrebbe arrivare fino a un calo del 30% rispetto al 2012 (che a sua volta era stato già un anno nero rispetto ai precedenti), secondo le stime di Confcommercio : in media, un pranzo pasquale per 8 persone può arrivare a costare 150 euro, quindi si taglierà dove si potrà.

Come è possibile prevedere questo calo? Già dal fatto che, come spiegano gli operatori, in genere già in questi giorni arrivavano le prime prenotazioni, che adesso invece scarseggiano. Non a caso, ricordano gli operatori del settore, è proprio la carne il bene su cui si tira la cinghia, tanto che negli ultimi anni a Roma hanno chiuso 270 macellerie.

Risparmieremo anche sui classici prodotti da forno, per i quali è previsto un “taglio” del 10% delle spese.Però è anche vero che per quanto riguarda i dolci preferiremo la qualità alla quantità, se è vero, come spiegano i fornai, che l’80% di noi si orienterà su un prodotto artigianale, per quanto riguarda colomba & company.

L’ultima speranza? I turisti che affolleranno la Capitale per festeggiare la prima Pasqua da papa di Bergoglio, visto che Roma, insieme a Venezia, è l’unica città italiana in cui il settore degli arrivi dall’estero non conosce, attualmente, crisi.

Via | Corriere

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