Trump avverte l’Iraq: “Sanzioni enormi se le truppe USA saranno espulse”

Il Presidente USA Donald Trump torna a minacciare l’Iraq dopo la risoluzione con cui è stato chiesto alle truppe straniere di lasciare il Paese.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sembra aver ormai perso il senno della ragione e col passare delle ore non fa che fomentare ulteriormente l’escalation della tensione in Medio Oriente.

All’indomani dell’approvazione da parte del Parlamento iracheno della risoluzione per chiedere a tutte le truppe straniere di lasciare il Paese, Trump ha replicato con la solita capacità comunicativa pari a quella di un bambino di una decina d’anni, incurante delle conseguenze che le sue azioni e le sue parole rischiano di avere sul Mondo intero:

Lì abbiamo una base aerea straordinariamente costosa. È costato miliardi di dollari costruirla e non ce ne andremo finché non ci ripagheranno.

Trump ha precisato che se l’Iraq chiederà alle forze statunitensi di lasciare il Paese, gli USA risponderanno con “sanzioni come non si sono mai viste prima. Faranno sembrare miti le sanzioni che abbiamo imposto all’Iran“.

Al momento sono circa 5mila i soldati statunitensi presenti in Iraq come parte della coalizione contro lo Stato Islamico. Ieri, domenica 5 gennaio 2020, la coalizione ha messo in pausa le operazioni contro l’ISIS in Iraq subito dopo l’approvazione della risoluzione, che per ora non è da considerarsi vincolante, con cui le truppe straniere sono state invitate a lasciare il Paese.

Sempre ieri Trump, via Twitter, ha notificato al Congresso USA (è la prima volta che questo accade via social network) che se l’Iran attaccherà anche soltanto una persona o un obiettivo statunitense, gli USA risponderanno “rapidamente e forse in maniera spropositata“.

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