Ore 12 – Il Cavaliere è nervoso: nel Pdl crescono fibrillazioni e malumori

A preoccupare “fidi” e “devoti” non è tanto il calo di popolarità del Premier. Più dei tre punti secchi e pesanti in meno, si teme il “nervosismo” crescente di Silvio Berlusconi. Un umore fra (pochi) alti e (molti) bassi, non tanto conseguente dall’affaire con la “signora Veronica” ma dall’estenuante braccio di ferro con la Lega

A preoccupare “fidi” e “devoti” non è tanto il calo di popolarità del Premier.

Più dei tre punti secchi e pesanti in meno, si teme il “nervosismo” crescente di Silvio Berlusconi.

Un umore fra (pochi) alti e (molti) bassi, non tanto conseguente dall’affaire con la “signora Veronica” ma dall’estenuante braccio di ferro con la Lega e soprattutto dalle fibrillazioni e dai malumori interni.

I più “esposti” sono Gianfranco Fini e Giulio Tremonti, due galletti nello stesso pollaio che, pur così diversi e con responsabilità differenti, puntano allo stesso obiettivo: la futura leadership del Pdl e del governo del Paese.

I due non incrociano più le lame fra di loro, ma le puntano sempre più spesso e sempre più decisi “verso” il Premier, anche se non proprio contro in modo diretto.

L’elenco è lungo ma sia Fini che Tremonti sono impegnati quotidianamente in un’opera di “smarcamento” nei confronti del governo e dello stesso Berlusconi. Questo crea fibrillazioni che non fanno presagire nulla di buono.

I malumori interni vengono invece da aree di cattolici ex diccì, sempre più insofferenti di un Pdl e un governo piegati ai ricatti della Lega.

L’ex ministro Beppe Pisanu è uscito allo scoperto, prendendo di petto governo e premier sull’immigrazione e sulla sicurezza, assecondando così la linea della Chiesa.

Ma dietro a Pisano c’è un gruppone di “mugugnatori” professionali che, specie nel territorio, marcano sempre più la loro insoddisfazione. Gente che va a protestare e a cercare “soddisfazione” nelle parrocchie e nel firmamento delle associazioni cattoliche, da sempre gran serbatoio di voti.

L’assordante silenzio di questi peones e dirigenti di partito è il segnale che anticipa qualcosa di significativo nel segreto delle urne del 6 e 7 giugno?

Chissà. Di solito, sono le piccole e apparentemente insignificanti scosse a preannunciare i grandi terremoti.

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