Sorpresa: Berlusconi legge PolisBlog. “I rifugiati si facciano identificare all’agenzia Onu in Libia”

Roma, ore 17. L’Aula ha appena terminato di votare il decreto sicurezza, quando il Presidente del consiglio attorniato da una muta di cronisti parlamentari, rilascia le seguenti dichiarazioni: “C’è un’agenzia Onu in Libia. Chi ha i requisiti per essere accolto da noi basta che si presenti lì.” Per poi aggiungere: “Siamo in linea totale con

di luca17

Roma, ore 17. L’Aula ha appena terminato di votare il decreto sicurezza, quando il Presidente del consiglio attorniato da una muta di cronisti parlamentari, rilascia le seguenti dichiarazioni: “C’è un’agenzia Onu in Libia. Chi ha i requisiti per essere accolto da noi basta che si presenti lì.” Per poi aggiungere: “Siamo in linea totale con le direttive europee, il diritto internazionale e la legge italiana.”

Abbiamo dunque le prove che Berlusconi è un assiduo lettore delle nostre pagine, dove ieri scrivevamo:

Serve quindi un sistema che consenta di giungere a questa soluzione prima ancora che gli immigrati partano dalla Libia, per evitare i problemi di cui sopra. Tutto ciò si può realizzare facilmente, cooperando con le autorità del paese africano, per esempio installando degli uffici di funzionari di nazionalità mista presso i centro di accoglienza libici. Questo è il progetto che l’Unione europea può aiutare a realizzare, smistando gli aventi diritto in tutti i paesi aderenti direttamente dal paese di raccolta.

Ringraziamo quindi il Presidente per la visibilità che ci regala, pur senza nominarci, mannaggia! Forse anche perché noi non avremmo osato strafare affermando: “Ricordiamoci che le autorità di Tripoli hanno avuto negli ultimi tempi la presidenza del consiglio dell’Onu per i diritti umani.”

In merito a questo sarebbe molto meglio prendere atto delle condizioni medievali in cui versano i centri di accoglienza libici. Magari mettendo in pratica anche l’ultima parte della nostra proposta:

È giusto pertanto che la Libia goda di ogni sovvenzione europea volta a organizzare il sistema in modo umano e razionale. Il che significa niente più lager e affini, ma centri raccolta moderni sovvenzionati dai fondi europei in territorio libico. Questa è la soluzione e qui dobbiamo arrivare, senza prestare ascolto ai lamenti di un’organizzazione come l’Onu che da sempre vive sganciata dalla realtà, spesso perseguendo interessi di comodo.

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