Mali, Terzi : “L’Italia fornirà supporto logistico alla Francia”

Con il governo in scadenza, Esteri e Difesa promettono basi e aerei cargo alle forze armate francesi impegnate nel paese subsahariano.

Il governo è agli sgoccioli, anzi è ormai solo un automa istituzionale che dovrebbe svolgere compiti di ordinaria amministrazione come garantire che nel Paese non ci sia l’assalto ai forni, ma il ministro degli esteri Giulio Terzi ha deciso di dare un colpo di coda alla sua non troppo augusta storia di titolare della Farnesina: l’Italia fornirà appoggio logistico alla Francia nell’operazione militare in Mali.

Anche il ministero della Difesa ha parlato, seppur senza i crismi dell’ufficialità, di aerei cargo per trasportare materiali e truppe nel Paese Africano e di una base (probabilmente quella di Trapani) come punto di decollo degli aerei francesi.

Il ministro Giampaolo di Paola, dopo l’incontro di ieri con il suo omologo statunitense Leon Panetta, ha affermato che “Italia e Stati Uniti hanno assicurato supporto all’azione della Francia per fermare l’avanzata jihadista“, il che suona un po come “Mike Tyson e il suo nipotino di quattro anni hanno deciso di intervenire nella rissa”.

Un intervento, seppur indiretto, sul teatro di una crisi armata internazionale è sempre un’occasione troppo ghiotta per non partecipare e guadagnare prestigio agli occhi degli alleati più potenti. L’Italia è specializzata in questo tipo di operazione, addirittura fin da prima di esistere, basti leggere sul sussidiario delle medie le motivazioni che spinsero Cavour a mandare le truppe sabaude in Crimea nel 1855. L’ironia della storia è che per trovare una presa di posizione (forse l’unica) degna di un Paese davvero autodeterminato, dobbiamo andare con la memoria alla crisi di Sigonella e il niet opposto da Craxi (sì quello di Hammamet) alle richieste dell’amministrazione Reagan.

Chi dà ragione a Terzi, membro di un governo ormai ectoplasmatico, sostiene che una risposta militare ai fondamentalisti islamici è sacrosanta ed è l’unico modo per pacificare quella regione. Il punto è proprio quella regione: la conosciamo davvero? Il nostro ministro, il governo, i decisori politici e militari italiani sanno davvero dov’è il Mali? Non soltanto dov’è sullo scacchiere strategico internazionale, ma anche proprio sul mappamondo, visto che la distanza dal nord del Mali (teatro del conflitto) alla Corsica è di 3200 km e quella tra il Nord del Mali e Trapani è di 3100 km.

Faremo risparmiare agli aerei dell’alleato francese ben 100 km. Considerati i minori consumi di carburante, forse si tratta di una mossa tardiva di green economy del governo Monti.

Foto | © Getty Images

I Video di Blogo

Video inedito del Daily Mail sull’arresto di George Floyd