Scenari: lunedì pomeriggio, ore 15.00: vince Veltroni. Ma al Senato…

Vi è un aspetto fondamentale in questa campagna elettorale che tutti tendono a sottovalutare. Come ben sappiamo il Senato è ad alto rischio per il PDL, che spera di ottenere le maggioranza in tutte le regioni in bilico (Liguria, Lazio, Calabria, Sardegna) e raggiungere così la fatidica quota “162”, ovvero la maggioranza assoluta dei senatori,

Vi è un aspetto fondamentale in questa campagna elettorale che tutti tendono a sottovalutare. Come ben sappiamo il Senato è ad alto rischio per il PDL, che spera di ottenere le maggioranza in tutte le regioni in bilico (Liguria, Lazio, Calabria, Sardegna) e raggiungere così la fatidica quota “162”, ovvero la maggioranza assoluta dei senatori, compresi quelli a vita, in modo tale da Governare con una certa tranquillità. La Camera è data quasi per certa alla coalizione capitanata dal Cavaliere, e con un distacco pesante nei confronti degli avversari.
Proviamo però ad ipotizzare, a pochissimi giorni dalla chiusura delle urne, un risultato a sorpresa, un colpo di scena quasi inaspettato: la vittoria di Veltroni, dopo un recupero effettivamente storico e mirabolante. Alla Camera, come è noto, la legge elettorale prevede l’assegnazione di 340 seggi in favore del vincitore. Al Senato, invece, le cose si fanno molto più complicate, con la presenza di singoli premi di maggioranza regionali, conferiti quindi in ogni singola regione.
Se il PD vincesse alla Camera, quale sarebbe la situazione del Senato? Innanzitutto, la distribuzione dei seggi dipende, come abbiamo già detto, dalla situazione regione per regione. E’ facile immaginare che, con un PD vittorioso in un ramo del Parlamento, anche nell’altro ci sia una effettiva maggioranza di voti, nel complesso delle regioni. Questo non è accaduto con esattezza nel 2006, dove alla Camera l’Unione di Prodi vinse per 24000 voti, ma perse invece al Senato per poche centinaia di migliaia di preferenze, colmate dalla vittoria del centrosinistra all’Estero. Ma a grandi linee possiamo affermare che ci fu sostanziale parità: il paese si ritrovò spaccato in due. Quindi, è molto probabile –in caso di vantaggio alla Camera- una vittoria del PD nelle varie regioni in bilico. Ma , al di là di ipotesi di fanta-politica, è ben difficile immaginare una maggioranza per Veltroni in Veneto, Lombardia, Sicilia, e anche in regioni come Piemonte, Friuli, Puglia.
Cosa ne consegue da questa constatazione? Risulta chiaro che il PD (in cui considerariamo anche l’IdV) non ha alcuna speranza di poter ottenere una solida maggioranza in Senato. Il PD può vincere in Liguria, Lazio, Calabria, Sardegna (le possibilità sono davvero minime!), ma i senatori non saranno mai sufficienti per superare quota “162”, ed evitare così qualsiasi alleanza con la Sinistra Arcobaleno o il solito aiutino da parte dei senatori a vita. Questa situazione è stata verificata qualche settimana fa da una simulazione “Ipr” per Repubblica: secondo l’analisi, la condizione più favorevole per il PD prevede solo 147 senatori per Berlusconi, e 168 per tutti gli altri partiti, suddivisi fra PD (137), UdC (13) e SA (18). A prima vista i seggi assegnati all’UdC sono eccessivi (questo perché la simulazione prevede un superamento dell’8% per il partito di Casini in molte regioni, forse troppe), ma ad ogni modo è chiaro che il Partito Democratico rimane sempre ben sotto rispetto alla maggioranza assoluta.
La sorte di Veltroni, teoricamente, è già segnata in partenza: può vincere alla Camera, ma deve davvero trionfare al Senato per sperare di spezzare il perfido meccanismo della legge elettorale. Possibile, ma poco probabile. Quasi impossibile.
Il Segretario del PD pertanto potrà salire a Palazzo Chigi solo dopo un qualche accordo con la Sinistra radicale e/o l’UdC di Casini, o dopo un vero e proprio “miracolo elettorale”, tale da far guadagnare alla sua coalizione le regioni in bilico e oltre.
Se Berlusconi è preoccupato per l’eventuale ingovernabilità, Veltroni da questo punto di vista deve essere quasi disperato. Ma aspettiamo ancora qualche giorno per sapere i risultati e verificare questi
scenari.

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