Manovra, via libera del Senato: 166 sì e 128 no

Gianluigi Paragone, come promesso, ha votato no.

Il Senato ha dato la fiducia al governo Conte 2 sulla manovra economica: 166 i sì e 128 i no, tra questi ultimi c’è anche quello del senatore del MoVimento 5 Stelle Gianluigi Paragone che, come aveva annunciato, ha votato contro la “sua” maggioranza. Al momento della proclamazione dei risultati da parte della Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati c’è stato un applauso in Aula da parte dei partiti di governo. Ora la seduta è sospesa, in attesa che il Governo presenti la Nota di variazioni che dovrà essere esaminata dalla Commissione Bilancio.

Alla discussione sulla fiducia hanno preso parte i senatori Loredana De Petris (Misto-LeU), Alessandra Gallone, Ferro, Licia Ronzulli, Gasparri (FI), Annamaria Parente, Comincini, Donatella Conzatti (IV-PSI), Roberta Ferrero, Tosato (L-SP), Mollame, Susy Matrisciano (M5S), Elena Cattaneo (Aut), Isabella Rauti (FdI), Taricco (PD). La senatrice Emma Bonino del gruppo Misto ha annunciato di non voler partecipare a quella che considera una farsa perché secondo lei la manovra, nel merito e nel metodo, è in piena continuità con il primo Governo Conte: il Parlamento è esautorato, vengono confermati quota 100 e reddito di cittadinanza, flessibilità a debito, mentre gli annunci su Green New Deal sono privi di risorse.

Nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato la fiducia i senatori Steger (Autonomie), Errani (Misto-LeU), Renzi (IV-PSI), Manca (PD) e Elisa Pirro (M5S). Hanno negato la fiducia i senatori Calandrini (FdI), Romeo (L-SP) e Pichetto Fratin (FI). In dissenso dal suo gruppo, il senatore Paragone (M5S) ha annunciato voto contrario a una manovra prigioniera della logica restrittiva europea.

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