Rugby & Regole: quelle mischie divenute un terno al lotto

Il numero uno di Worcester – ma non solo lui – critica la gestione delle mischie nel rugby moderno.

Un terno al lotto, una lotteria. Così il boss dei Worcester Warriors, Richard Hill, ha definito le mischie nel rugby moderno. Un tema, quello della mischia, che diventa sempre più spinoso e che regala weekend dopo weekend nuove polemiche.

Su Rugbyworld.it ne ha parlato proprio un paio di giorni fa Francesco Pierantozzi e, ora, è il numero 1 di Worcester ad alzare la voce. “Le regole devono cambiare. Non è divertente, è una lotteria – ha dichiarato Hill al Worcester News –. Ogni allenatore, giocatore, avanti o coach degli avanti vi dirà che ormai si può lanciare una monetina per decidere che succede in una mischia. Una volta ti comporti in un determinato modo in mischia e non vieni penalizzato, ma la volta dopo fai la stessa cosa e subisci una punizione. Ogni mischia è una lotteria. Pensi ‘ora fischia una punizione’, ma non hai idea perché e per chi. Non va bene, gli arbitri devono lasciar correre di più e lasciar giocare”.

Ma Hill continua e trova il colpevole nelle regole “non sense” introdotte negli ultimi anni. “Ogni mischia è un calcio libero, una punizione o un casino comunque. Tutto è iniziato con la follia dei quattro tempi di chiamata ‘crouch, touch, pause, engage’. Ogni volta che una mischia cade l’arbitro deve chiamare reset. Ma ai vecchi tempi, quando crollava la mischia, crollava, punto. E tu usavi l’ovale. Quindi, secondo me, basta fischiare continuamente falli, lasciate che si vada avanti a giocare”

credit image by Getty Images

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