Caso Marrazzo: indagato un quinto carabiniere, la trans Paloma ribadisce gli incontri alla Regione Lazio

Ennesima svolta in quello che è ormai noto come il caso Marrazzo: oltre a Nicola Testini, Carlo Tagliente, Luciano Simeone e Antonio Tamburino, ora c’è un quinto carabiniere iscritto nel registro degli indagati. Si tratta di un agente della compagnia Trionfale, in servizio insieme agli altri colleghi precedentemente indagati: l’uomo, A.G., è indagato con l’accusa


Ennesima svolta in quello che è ormai noto come il caso Marrazzo: oltre a Nicola Testini, Carlo Tagliente, Luciano Simeone e Antonio Tamburino, ora c’è un quinto carabiniere iscritto nel registro degli indagati.

Si tratta di un agente della compagnia Trionfale, in servizio insieme agli altri colleghi precedentemente indagati: l’uomo, A.G., è indagato con l’accusa di false dichiarazioni.

L’agente, che era già stato sentito in diverse occasioni, non aveva raccontato tutto quello di cui era a conoscenza.

In particolare non ha riferito di esser stato contattato da Domingo Perez, una delle vittime delle incursioni dei suoi colleghi, che gli aveva riferito di un’irruzione, datata 31 luglio 2009, messa a segno da Tagliente e Simeone.

Questi ultimi due sarebbero entrati nell’abitazione di Perez e gli avrebbero sottratto un orologio, un cellulare e un iPod.

L’incursione era stata denunciata ad A.G. e ad un suo collega: quest’ultimo aveva confermato tutto davanti ai pm, ma lui no. Da qui l’iscrizione nel registro degli indagati.

Questo fa nascere nuovi sospetti: e se ci fosse un intero sistema pronto a coprire i cosiddetti carabinieri corrotti? E se molti altri logo colleghi fossero a conoscenza dei fatti? In quanti erano a conoscenza del tentativo di incastrare Marrazzo?

In parallelo rischia di aggravarsi anche la situazione di Piero Marrazzo: la transessuale Paloma, che aveva già rilasciato forti dichiarazioni sull’ex presidente della Regione Lazio e sui soldi da lui utilizzati per pagarla, ha ribadito tutto ai microfoni del TG5.

Quando ho conosciuto Marrazzo non sapevo chi fosse. Quando Marrazzo la prima volta mi ha fermato in macchina dove adesso io lavoro, mi ha dato 10mila euro in contanti. Due anni fa mi ha portata in un palazzo molto grande, almeno di cinque piani, la cui facciata era interamente fatta da finestre. Ricordo di aver notato che sulla parte più alta dell’edificio vi era la scritta Regione Lazio. […] Marrazzo mi dava anche 17 mila euro a prestazione e spesso quei soldi provenivano da fondi di beneficenza. Piero poi chiamava la sua segreteria e diceva di denunciare il furto di quel denaro.

E’ necessario ricordare che Marrazzo, a suo tempo, aveva smentito tutto:

Non mi sono mai recato in locali della Regione per incontri con trans. I locali che Paloma avrebbe indicato, citati dai giornali, non esistono nemmeno, non ho mai usato auto di servizio per gli incontri. Inoltre non ho mai pagato ingenti somme ai trans per i miei rapporti con gli stessi e, naturalmente, non ho mai usato denaro della Regione, ma solo mio personale per pagare le prestazioni.

Le indagini continuano.

Via | Repubblica di Roma

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