Delitto di Garlasco: Alberto Stasi “nessuno si è ancora scusato con me”

Alberto Stasi, assolto poco più di tre mesi fa nel processo di primo grado che lo ha visto imputato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa a Garlasco la mattina del 13 agosto del 2007, torna a parlare al pubblico dalle pagine del quotidiano Libero.E’ stata una doppia ingiustizia, perché oltre a subire l’accusa per


Alberto Stasi, assolto poco più di tre mesi fa nel processo di primo grado che lo ha visto imputato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa a Garlasco la mattina del 13 agosto del 2007, torna a parlare al pubblico dalle pagine del quotidiano Libero.

E’ stata una doppia ingiustizia, perché oltre a subire l’accusa per un omicidio che non ho commesso, mi hanno indicato come l’assassino della ragazza che amavo e con cui pensavo di dividere la vita e l’aria. Hanno sbagliato tutti, ma nessuno mi ha chiesto scusa.

E, parlando dell’arresto:

Ho capito che sarebbe andata così quando hanno iscritto il mio nome sul registro degli indagati. Ero l’unico sospettato e se dovevano arrestare qualcuno, chi avrebbero potuto portare in prigione se non me? Eppure io non avevo fatto niente e cercavo di capire cosa stessero sostenendo i carabineiri, il Ris, il pubblico ministero. Una volta preso atto delle ragioni ‘preoccupanti’ del fermo, ovvero la presenza (falsa) del sangue di Chiara sui pedali della mia bicicletta, ho capito che l’errore tanto assurdo sarebbe prima o poi venuto a galla, insieme con la verità della mia innocenza.


E ribadisce ancora che nessuno, fin’ora, gli ha chiesto scusa:

La mia fortuna è stata quella di incontrare un giudice scrupoloso che ha voluto vederci chiaro, senza tralasciare alcun dettaglio. Errori come quelli compiuti nel mio caso non dovrebbero più succedere. Nel mio caso hanno sbagliato tutti: i carabinieri, il pubblico ministero, la parte civile. Tutti quanti, ma nessuno mi ha chiesto scusa. Nemmeno davanti alla prova della mia innocenza, nemmeno davanti alla verità che non ho ucciso Chiara.

Ha poi parlato anche di un caso simile al suo, quello di Gravina in Puglia:

Nel caso del padre di Gravina in Puglia, accusato di aver assassinato e gettato in una buca i figli, davanti alla verità della sua innocenza il Questore che aveva sostenuto le indagini di polizia sbagliate gli domandò scusa. Perché a me nessuno ha chiesto scusa?

E ha concluso sottolineando di aver ancora qualche speranza di riallacciare i rapporti con i genitori di Chiara, che dopo l’assoluzione avevamo dimostrato di non essere del tutto convinti dell’innocenza di Alberto:

Al momento i genitori di Chiara non hanno abbassato il muro nei miei confronti. Forse condizionati dal modo in cui sono state condotte le indagini. Eppure loro mi conoscono e resto convinto che non credano che io sia colpevole. Per questo spero in un riavvicinamento, magari anche più avanti nel tempo.

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