Ivan Zaytsev: “L’Italia è il Paese più bello del mondo. Il volley ha bisogno di visibilità”

L’azzurro ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

L’effetto Ivan Zaytsev, per fortuna, non è ancora finito. Colui che ha conquistato tutti gli italiani durante le Olimpiadi di Rio 2016 ed è considerato il volto della nazionale maschile di pallavolo che ha vinto l’argento olimpico è il pallavolista più amato d’Italia e anche il più gettonato nei palazzetti, dove viene puntualmente assalito dai fan.

Lo Zar è stato intervistato da Gian Luca Pasini della Gazzetta dello Sport al quale ha raccontato che non ha mai rivisto la finale olimpica tra Italia e Brasile e che ogni volta che qualcuno gli parla di quella medaglia o gli fa i complimenti la sua prima sensazione è quella di uno che non è contento. Zaytsev ha spiegato che lui e i suoi compagni, quando sono arrivati in finale, si sentivano pronti, al posto giusto al momento giusto.

Per quanto riguarda l’attenzione che la nazionale di volley si è guadagnata durante le Olimpiadi, lo Zar ha le idee piuttosto chiare:

“Diciamo che in tanti si sono accorti perché c’è stata una copertura televisiva all’altezza di una Olimpiade. Ovviamente la risonanza mediatica che ha una manifestazione come questa è differente. E perché in occasioni così siamo stati supportati a livello calcistico. È bastato sfruttare questo momento per avere da parte degli italiani tanta passione, tanto coinvolgimento. In molti a Rio si sono avvicinati alla pallavolo. Adesso, come non è giusto che sia (mettiamola così) che l’interesse dopo i Giochi inevitabilmente scema, perderemo un po’ di quelle luci della ribalta che si erano accese su di noi”

E sempre a proposito di visibilità della pallavolo, Zaytsev ha detto che spera che il volley riesca a “rosicchiare” sempre più spazio:

“Siamo atleti che sanno far emozionare e vincere l’Italia e malgrado siamo ritenuti dilettanti il nostro sport è sì passione, ma anche impegno, e lavorando a questi ritmi sarebbe bello avere un po’ più di palcoscenico. Se questa speranza non potrà essere esaudita per i soliti e banali motivi, che allora i calendari vengano rivisti perché essere impegnati 350 giorni l’anno e avere un po’ di ribalta solo ogni quattro anni è ingiusto”

Zaytsev ha parlato anche della sua esperienza come “mentore” nel programma tv di Canale 5 Selfie, condotto da Simona Ventura, e ha commentato:

“È stata una esperienza che mi è servita per staccare un po’ la testa. Visto anche il tanto scetticismo che c’era. ‘Non penserà più alla pallavolo’ si era detto, ‘Si distrarrà…’. Una visione un po’ ristretta. Basta guardare fuori, ad esempio all’NBA, dove ci sono giocatori professionisti, che prendono stipendi anche miliardari, e molti hanno programmi tv personalizzati, brand di abbigliamento, hanno quindi impegni molto più intensi dei nostri e giocano tre partite a settimana. È una questione di mentalità che da noi ovviamente è molto diversa. Io, per quello che ho potuto, ho cercato di sfruttarla al massimo”

Ma nonostante la mentalità un po’ ristretta, Zaytsev non ha dubbi sull’Italia, che definisce “il Paese più bello al mondo”, soprattutto dopo aver giocato due anni nella fredda Russia, terra di suo padre, ma assolutamente non sua.

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