La settimana dei Municipi: la lunga strada verso le elezioni

Il prossimo appuntamento elettorale certo (ma del diman…) per noi romani resta quello di 26 e 27 maggio con le amministrative per il sindaco e anche per i rappresentanti per definizione più vicini alla popolazione: i Municipi. Ma per il centrosinistra – ormai ci abbiamo fatto l’abitudine – c’è prima un’altra voce in agenda: le primarie locali che si svolgeranno, invece, il 7 aprile.

Parte, dunque, la campagna elettorale in città anche per i minisindaci uscenti e non: ancora una volta, purtroppo, il rosa è assai poco rappresentato: l’unico candidato donna alle primarie del centrosinistra è Sabrina Alfonsi, che corre per la presidenza del Municipio I, quello nuovo nato dall’inglobamento del Municipio XVII.

Cercherà di riconfermarsi alla guida del Municipio XI, che nel frattempo però è diventato VIII, Andrea Catarci, secondo il quale la priorità politica del futuro è raccogliere la sfida lanciata dal Movimento 5 Stelle e al tempo stesso confrontarsi con “la disastrosa eredità lasciata dal sindaco Alemanno”. A patto che sia un’eredità – viene da dire – perché poi le Comunali sono un’altra corsa.

A sparigliare le carte arriva in questi giorni Sel, che denuncia come si stiano presentando alle primarie del centrosinistra, personaggi di fatto fuoriusciti dai partiti della coalizione già da tempo e confluiti in altre sigle, in particolare Udc e Api. La nota congiunta, firmata da esponenti del centrosinistra dei Municipi II, VI, XI, XII, XVIII e XIX, in particolare, sottolinea il rischio d’inquinamento dello strumento più democratico per eccellenza, dal momento che tali candidati alle ultime Regionali si trovavano in liste a sostegno di Monti e quindi di Daniela Bongiorno, perciò contro Nicola Zingaretti, che poi, comunque, l’ha spuntata.

CasaPound Italia, invece, nel frattempo fa sapere che correrà da sola alle elezioni per il Municipio XIII, con il suo candidato Luca Marsella. Infine, molti Municipi si preparano, perché i prossimi Consigli comunali che usciranno dalle urne dovranno darsi un nome, e così qualcuno deve pur pensarci. Lo stanno già facendo nel Municipio XVI, dove la scelta è ardua tra un toponimo molto identificativo del territorio come in questo caso potrebbe essere Villa Pamphili, San Pancrazio o Porta Portese, oppure l’intitolazione a un personaggio storico di una qualche rilevanza, quale Donna Olimpia, la Pimpaccia o la Papessa – che soprannome si voglia – che tanto contò nella storia romana del 17° secolo.

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