Vicini dall’inferno: David Anthony Johnson e Jerome Anthony Malecki

L’altro giorno, per la serie “vicini dall’inferno“, vi abbiamo parlato di Paula Ariail, che non si è fatta nessun problema a ripulire l’appartamento e le carte di credito del suo vicino di casa deceduto.Un caso molto simile è stato registrato del 2004 a Baltimora, dove David Anthony Johnson e il suo amico Jerome Anthony Malecki,


L’altro giorno, per la serie “vicini dall’inferno“, vi abbiamo parlato di Paula Ariail, che non si è fatta nessun problema a ripulire l’appartamento e le carte di credito del suo vicino di casa deceduto.

Un caso molto simile è stato registrato del 2004 a Baltimora, dove David Anthony Johnson e il suo amico Jerome Anthony Malecki, alla morte del vicino di quest’ultimo, Frederick A. Kessler Jr. decisero di sfruttare la sua identità a loro vantaggio.

Malecki era solito svolgere dei piccoli lavoretti per Kessler, pensionato e senza famiglia. Un giorno, mentre si stava recando in casa di quest’ultimo, Malecki lo trova morto ed è in quel momento che gli viene l’idea.

Perchè non evitare di denunciare il decesso e continuare a riscuotere i benefici concessi dallo Stato all’anziano? Così è stato. Ha chiamato il suo amico David Anthony Johnson ed organizzato il tutto.

I due hanno mantenuto in vita Kessler, agli occhi dello Stato, per ben tre anni, svuotando tutti i suoi conti ed incassando la sua pensione, riuscendo ad intascarsi qualcosa come 140 mila dollari prima di venir scoperti.

Hanno anche continuato a pagare il mutuo di casa dell’anziano e tutte le sue bollette. Avevano persino sistemato un timer per le luci, in modo da far apparire la casa abitata agli occhi degli altri vicini.

Il piano ha funzionato per tre anni, fino al novembre del 2007. Malecki è stato condannato a scontare un anno e un giorno di prigione, seguiti da sei mesi agli arresti domiciliari.

Dovrà inoltre restituire allo Stato tutti i soldi sottratti illegalmente, ben 140,729 dollari.

David Anthony Johnson, suo partner nella truffa, si è dichiarato colpevole cospirazione e furto aggravato di identità. La sentenza, prevista per lo scorso febbraio, è slittata di qualche mese.