Antonio Manganelli è morto, “aveva la Polizia nel cuore”

Antonio Manganelli, il capo della Polizia, è morto. Ricoverato da tre settimane nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Roma, dopo l’intervento d’urgenza, tre settimane fa, per l’asportazione di un edema cerebrale era insorta un’infezione respiratoria.

La notizia fa rapidamente il giro dei media. A Roma avevamo imparato, necessariamente, a conoscerlo tutti. Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri è stata fra i primi a scrivere il messsaggio di cordoglio.

“Era un numero uno come poliziotto e per le sue qualità mortali. Addio carissimo che la terra ti sia lieve”

“Ciao Antonio, maestro di vita e amico vero. Rimarrai per sempre nel mio cuore” digita su Twitter Roberto Maroni, “piango un grande servitore dello Stato, un esempio di dedizione al dovere come Antonio Manganelli. Mi unisco all’immenso dolore della sua famiglia e abbraccio idealmente tutti i poliziotti italiani che hanno avuto, in questi anni, una guida forte e sicura”. È quanto ha dichiarato in una nota il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini.

“Esprimo il mio cordoglio per la morte del capo della Polizia Antonio Manganelli, al termine di un percorso crudele di malattia e sofferenza. Ai suoi familiari, agli uomini e alle donne della Polizia, a quanti lo hanno conosciuto e apprezzato, va la mia vicinanza in un momento cos doloroso” lo afferma Daniele Capezzone, portavoce nazionale Pdl.

“È scomparso un servitore dello Stato, un democratico fedele allo Stato di diritto”. E’ il commento di Zanda, presidente dei senatori del Pd.

In una nota, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno

“Esprimo il mio personale cordoglio per la tragica e prematura scomparsa del capo della Polizia Antonio Manganelli, un uomo che ha speso l’intera vita al servizio dello Stato. Alla sua famiglia, in questo momento di dolore, vanno il mio pensiero e le mie più sentite condoglianze”.

Fra le parole più sentite ci sono quelle del suo ex vice vicario Nicola Izzo, dimessosi dopo la vicenda degli appalti al Viminale.

“Aveva la Polizia nel cuore. Antonio Manganelli aveva passione per il suo lavoro, amore per i colori della Polizia, e rispetto per tutti. Come capo della Polizia ha sempre rincuorato tutti specie nei momenti di crisi peggiori, quando c’era bisogno non solo dell’indirizzo di un capo ma della solidarietà dell’amico. Ha sempre cercato di agire con equità ricercando ed imponendo regole che tutelassero la Polizia anche dal malvezzo delle pressioni esterne”.