Elezioni Regionali Lombardia: con Ambrosoli anche i fuoriusciti leghisti di Alessandro Cè

L’ex capogruppo del Carroccio con il centrosinistra

di guido

Umberto Ambrosoli ha annunciato via Twitter l’ingresso nella coalizione che lo sostiene alle prossime regionali lombarde della lista “Lombardi verso nord”:


Questa aggiunta nella coalizione di centrosinistra (tra l’altro dopo che Ambrosoli, come Zingaretti, ha rifiutato l’alleanza con i Radicali) ha suscitato qualche curiosità perché dietro il simbolo di Lombardi verso Nord, e lo slogan “Per un’Italia federale più vicina all’Europa”, ci sono gli ex legisti guidati da Alessandro Cé, che molti ricorderanno come agguerritissimo capogruppo del Carroccio alla Camera dal 2001 al 2005, quello che prima di un incontro della nazionale disse “tifo Croazia, non Italia”, che diede a Ciampi del “populista” perché chiedeva incentivi per lo sviluppo al Sud e che insultò Fini quando chiese il voto per gli immigrati.

Sparito dai radar della politica nazionale nel 2005, quando divenne assessore alla Sanità della giunta Formigoni, Cé nel corso degli anni (all’insaputa dei più, va detto) si è allontanato dal Carroccio in dissenso con i vertici. Nel suo profilo sul sito del movimento scrive:

Entrato in contrasto con i vertici della Lega Nord già nel 2004, al tempo degli scandali Cirio, Parmalat e Bond argentini, prende da subito le difese dei risparmiatori, al contrario del partito, che decide di difendere Fazio e Fiorani

Nel 2007 lascia il posto di assessore denunciando il malaffare nella giunta regionale, e i fatti gli danno ragione viste le inchieste che si sono succedute fino ad arrivare alla caduta di Formigoni nello scorso autunno. Rimane in consiglio regionale fondando il gruppo “Cristiani e federalisti”, poi nel 2009 arriva un avvicinamento con “l’altra parte della barricata”, addirittura con l’Italia dei Valori che pensa di candidarlo alle Regionali del 2010.

Quindi fonda il movimento Lombardi Verso Nord, che potremmo ora definire “legisti di sinistra”. Il manifesto politico recita:

Per uscire dalla crisi e rilanciare il Paese serve un progetto:
-fortemente riformista;
-partecipe di una tradizione culturale e politica liberaldemocratica ed europeista;
-ispirato al valore dell’unità nazionale, ma fortemente radicato e autonomamente organizzato nel territorio del Nord, dei cui interessi vuole essere un interprete;
-esigente nel richiedere rigore, responsabilità e comportamento esemplare a chi esercita il potere pubblico;
-punto avanzato e creativo di dialogo fra laici credenti e non credenti.

e, spiegando il “verso nord”

Il NORDISMO che vogliamo rappresentare non è solo” territoriale” (difesa degli interessi di una parte del Paese), ma “direzionale”; solo guardando a Nord, cioè all’Europa, si trovano gli esempi da imitare, gli standard cui riferirsi. Vogliamo rappresentare tutti quelli che vogliono andare verso nord, difendere i loro legittimi interessi.
Chi sono coloro che vogliono andare verso Nord? Tutti coloro che sono danneggiati da uno stato come il nostro che stra-tassa una parte del Paese e alcuni gruppi sociali per garantire ad altri gruppi sociali o individui all’interno di essi (burocrazia parassitaria, corporativismi, pan-sindacalismo) rendite di posizione che non esistono in nessun altro Paese con cui competiamo.

Lo scorso autunno, Cè aveva annunciato di volersi candidare in prima persona alla guida della Lombardia, dicendo che “c’è bisogno di aria nuova in politica”. Ora l’alleanza per sostenere Umberto Ambrosoli.

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