Europee 2009: diario elettorale

Sarà una tendenza, una moda, chissà. Ma alla fine il bus per la campagna elettorale l’ha voluto anche Casini. Ieri, da Guidonia, in provincia di Roma, il leader dell’Udc ha aperto la campagna elettorale con un camion multifunzione pronto a percorrere in lungo e largo la Penisola per diffondere il “verbo” centrista. Non solo comizi

Sarà una tendenza, una moda, chissà. Ma alla fine il bus per la campagna elettorale l’ha voluto anche Casini. Ieri, da Guidonia, in provincia di Roma, il leader dell’Udc ha aperto la campagna elettorale con un camion multifunzione pronto a percorrere in lungo e largo la Penisola per diffondere il “verbo” centrista. Non solo comizi ma, anche giochi per i più piccoli: momenti di animazione che precederanno la presentazione ufficiale dei candidati.

Un’evoluzione moderna di quel tir giallo dell’Unione che per primo nel 2005 divenne un think thank alternativo alle sezioni di partito. Simbolo di una politica condivisa, scritta con la gente. Un medium ripreso poi anche da Veltroni nell’ultima campagna elettorale. Il “tour dell’Italia nuova” al grido di “yes, we can” puntava a convincere gli italiani che una nuova forza politica (il Pd) sarebbe stata in grado di cambiare il Paese. Sforzi vani perché alla fine a spuntarla fu ovviamente Berlusconi.

Il “truck” dell’Udc – dice Casini – “intende riavvicinare gli italiani alla politica, permettendo loro di incontrare i candidati in modo diretto”. Meccanismo necessario, d’altronde, per vincere la partita delle preferenze. E un po’ di merito forse è anche dei centristi se la legge elettorale per le Europee non è stata modificata alla stregua del porcellum. Ma se davvero si vuole rendere protagonisti i cittadini non resta che optare per le primarie. Chissà quanta gente, oggi in lista, sarebbe rimasta a casa.

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