USA, progettava di uccidere centinaia di donne: il poliziotto “aspirante cannibale” rischia l’ergastolo

Si possono condannare le persone a causa dei loro pensieri? Forse sì, o almeno è quello che è successo ad un agente della polizia di New York, il 28enne Gilberto Valle, che ieri è stato riconosciuto colpevole di aver pianificato di rapire, stuprare, uccidere e mangiare decine di donne, a cominciare da sua moglie.E’ stata

Si possono condannare le persone a causa dei loro pensieri? Forse sì, o almeno è quello che è successo ad un agente della polizia di New York, il 28enne Gilberto Valle, che ieri è stato riconosciuto colpevole di aver pianificato di rapire, stuprare, uccidere e mangiare decine di donne, a cominciare da sua moglie.

E’ stata proprio la donna, nel settembre dello scorso anno, a scoprire il macabro piano: curiosando nel computer del marito ha trovato gli allarmati documenti che spiegavano nel dettaglio come Valle avrebbe portato a termine la sua furia omicida. Da lì è partito l’allarme all’FBI e Gilberto Valle è finito in manette.

Ieri, nonostante la difesa abbia cercato in ogni modo di provare che quei documenti rappresentassero soltanto delle fantasie che non sarebbero mai state messe in pratica, l’uomo è stato giudicato colpevole. Il giovane, lo ha sottolineato ieri il giudice Paul Gardephe, faceva parte di una piccola comunità online che inneggiava al cannibalismo e ne incitava le fantasie. E’ vero, Valle non aveva ancora intrapreso alcuna azione, ma per il giudice quei documenti rappresentavano un progetto reale, qualcosa che stava per essere realizzato.

Kathleen Mangan, 27 anni, moglie di Valle, ha testimoniato durante il processo ed ha rivelato parte di quei contenuti macabri:

Mi avrebbe legato per i piedi e mi avrebbe tagliato la gola. Si sarebbero divertiti a guardare il sangue fuoriuscire da me.

Lo stesso trattamento, è emerso dai documenti, sarebbe poi toccato alle amiche della moglie, prima di passare ad uccidere sconosciute insieme agli altri elementi di quella piccola comunità virtuale, ora oggetto di controllo da parte delle autorità.

Ora che l’uomo è stato giudicato colpevole, resta da definire l’entità della pena: la sentenza è attesa per il prossimo 19 giugno. Il massimo della pena prevista? L’ergastolo.

Foto © Getty Images

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