Rugby & Libri: Props, quando i piloni scrivono la storia

“Props, piloni” è il nuovo libro di Francesco Volpe che racconta la storia del rugby italiano attraverso gli occhi di 13 campioni in prima linea.

Fattori, Lanfranchi, Levorato, Bona, Cucchiella, Properzi, Cuttitta, De Carli, Lo Cicero, Perugini, Castrogiovanni, Martellucci. Cosa hanno in comune questi dodici cognomi? Hanno giocato a rugby, anzi no. Pardon. Sono piloni, che è diverso che giocare a rugby.

Piloni, props come dicono i britannici. Cioè coloro che rappresentano idealmente la palla ovale, quelli grandi, grossi, che spingono testa contro testa in prima linea. Props, piloni come diciamo noi. E a loro è dedicato il libro di Francesco Volpe, giornalista del Corriere dello Sport e autore – con Paolo Pacitti – dell’ormai tradizionale annuario del rugby italiano.

“Props, piloni”, edito da Absolutely Free Editore, non è però semplicemente la biografia di dodici campioni. Perché attraverso gli occhi di questi giganti – buoni, ma non troppo -, Francesco racconta la storia del rugby italiano, dalle origini a oggi. Dai pionieri, quegli operai, falegnami, disperati che scoprivano uno sport strano, diverso e si sacrificavano per conoscerne i segreti e il sapore, ai nuovi personaggi, quei campioni che dai campi del Sei Nazioni passano alle copertine delle riviste. 80 anni di storia raccontati raccontando le storie di chi ci ha messo la faccia, ieri come oggi.

Francesco Volpe ne sa raccontare perfettamente la cultura, l’animo, il cuore, con la sua capacità di essere memoria storica dell’ovale italiano. Così ritroviamo chi ha girato l’Italia per coronare il suo sogno, per poche lire (c’era il dilettantismo fino a pochi anni fa); chi, invece, si riapriva una ferita prima di sfidare l’odiata Francia perchè “non voglio che quelle merde di francesi pensino che mi hanno fatto male loro”. Poi c’è chi, cresciuto in Sud Africa, è tornato a casa per evitare la guerra e chi, invece, nonostante la timidezza diventa capitano azzurro per il suo carisma assoluto.

“Props, piloni” non è semplicemente una biografia, ma è un libro da leggere tutto di un fiato, per conoscere la storia del nostro sport, con aneddoti che strappano più di un sorriso e personaggi che forse i più giovani non conoscono, ma che sfogliando le pagine del libro ti rammarichi di non aver potuto conoscere dal vivo.

Un ottimo libro da regalare o farsi regalare a Natale, nonostante la copertina. Già, perché nonostante tutto una critica all’amico Volpe la devo fare. Scegliere Martin Castrogiovanni, Andrea Lo Cicero e Totò Perugini a rappresentare il suo libro è sicuramente una perfetta mossa pubblicitaria e di comunicazione. Ma la copertina di Props tradisce la vera essenza del suo libro, che ha nei capitoli sui pionieri della prima linea le sue pagine più belle. Non è, infatti, la solita biografia del rugbista da copertina che tanto vende negli ultimi anni, ma un libro vero, profondo. Forse, io, avrei scelto una copertina più storica. Ma ciò non toglie che “Props, piloni” è un libro che vale la pena avere nella propria libreria ovale.

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