Rugby & Olimpiadi: Gran Bretagna, un caos chiamato rugby seven

La strada che porta alle Olimpiadi di Rio 2016 si complica per la Gran Bretagna, schiacciata tra una qualificazione incerta e la questione nordirlandese.

Sono potenzialmente tra i favoriti d’obbligo per la medaglia d’oro, ma rischiano di trovare una strada complicatissima per arrivarci. I britannici, infatti, sono obbligati a partecipare alle Olimpiadi come un’unica squadra, ma per farlo dovranno superare diversi ostacoli.

Chi si qualifica? La Gran Bretagna nel rugby non esiste. Esistono Inghilterra, Galles e Scozia. Non esiste neppure l’Irlanda del Nord, che rugbisticamente parlando è tutt’uno con la Repubblica d’Irlanda. E qui nasce il primo problema. Già, perché una delle strade per ottenere il pass olimpico si chiama Irb Sevens World Series, cioè il tour mondiale del rugby a sette, dove le prime quattro della stagione 2014-15 vanno alle Olimpiadi. World Series dove, però, partecipano le tre nazioni britanniche separatamente. E il Cio ha già detto che non è accettabile che la Gran Bretagna abbia tre possibilità di ottenere il pass. Quindi? Quindi, secondo il Comitato Olimpico, dovrà venir scelta una delle tre nazionali come “candidata” alle qualificazioni.
Scelta obbligata, l’Inghilterra. Forse. Perché anche il Galles non è male nel seven, mentre la Scozia è più scarsa. E se scegliessero una e poi finisse nel top 4 l’altra? Sarebbe un’ingiustizia. Così come sarebbe molto dubbio se la prescelta incontrasse un’altra britannica durante le tappe delle World Series. Rischio biscottone, con la “candidata” che viene fatta vincere per ottenere più punti e non rischiare il pass olimpico. Insomma, un pasticciaccio brutto. Ma non c’è solo questo.

Tre squadre senz’anima. Ok, mettiamo che tutto vada bene e alla fine della stagione 2014-15 la Gran Bretagna si sia qualificata per Rio 2016. Benissimo, le Irb Sevens World Series dell’anno successivo saranno fondamentali per costruire le squadre olimpioniche, daranno modo alle nazioni qualificate di affinare gli schemi, conoscersi, crescere. Ma la Gran Bretagna? Lei no, perché il chief executive dell’Irb Brett Gosper è stato chiaro: “Un’unica squadra per una stagione distruggerebbe l’integrità dell’intero torneo e non è possibile. Potranno partecipare separatamente”. Eh già, così mentre nazioni come Nuova Zelanda, Fiji, Samoa, Sud Africa o Australia giocheranno un anno assieme prima di Rio 2016 ciò non avverrà per la Gran Bretagna. Obbligata, così, a inventarsi tornei e match esibizione per prepararsi alle Olimpiadi assieme. Insomma, un pasticciaccio brutto 2.0. E non è finita qui.

Crisi nordirlandese. Dulcis in fundo, infatti, la questione Ulster. Britannici di passaporto, ma irlandesi rugbisticamente, i giocatori nordirlandesi sono in mezzo al guado. Da un lato, infatti, l’Irfu li considera irlandesi e non accetterà mai che vadano a giocare per la Gran Bretagna e non per l’Irlanda (che nel seven è debole, ndr.), dall’altro però il Cio considera l’eleggibilità dal passaporto e, dunque, legalmente essi sono britannici. Insomma, un pasticciaccio brutto al cubo.

Photo credits by Getty Images

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