UK, caso Jimmy Savile: Scotland Yard sapeva e non ha fatto nulla per evitare gli abusi

Nonostante le indagini si siano concluse diverse settimane fa, il caso di Jimmy Savile continua a far discutere tutta l’Inghilterra e non solo. Le ultime rivelazioni riguardano Scotland Yard: i servizi segreti britannici – è emerso da un rapporto della Her Majesty’s Inspectorate of Constabulary, l’organo che si occupa di indagini interne alle forze dell’ordine

Nonostante le indagini si siano concluse diverse settimane fa, il caso di Jimmy Savile continua a far discutere tutta l’Inghilterra e non solo. Le ultime rivelazioni riguardano Scotland Yard: i servizi segreti britannici – è emerso da un rapporto della Her Majesty’s Inspectorate of Constabulary, l’organo che si occupa di indagini interne alle forze dell’ordine – erano a conoscenza degli abusi compiuti dal popolare dj e conduttore inglese fin dal 1964, ma hanno sottovalutato le diverse denunce arrivate per via della notorietà di Savile.

Dal rapporto arrivano particolari inquietanti, prove di come la furia pedofila del conduttore poteva essere fermata sul nascere invece di continuare fino agli ultimi anni di vita di Savile, scomparso nel 2011, e far salire la conta delle vittime a più di 200. Basti pensare che la prima denuncia arrivò nel 1963, quando un giovane si presentò alle autorità e raccontò di esser stato molestato da Savile.

Gli agenti, in tutta risposta, gli dissero di “dimenticare quanto accaduto” e fecero lo stesso l’anno successivo, quando arrivò la seconda denuncia di molestia sessuale. In quell’occasione, però, ci fu addirittura una sorta di intimidazione: al giovane che si era presentato per denunciare il conduttore venne detto che per un’accusa del genere poteva addirittura venir arrestato.

Non si può parlare di una vera e propria copertura degli abusi di Savile da parte di Scotland Yard, siamo di fronte ad un caso di terribile negligenza. Le autorità, contrariamente a quanto fatto dagli amici e conoscenti del dj, non hanno coperto gli abusi, semplicemente non hanno creduto alle accuse. Anche loro, come tutta la Gran Bretagna, erano affascinati dalla figura del conduttore e non riuscivano a credere che una persona così popolare e così attenta alle esigenze del prossimo fosse in realtà un pedofilo della peggior specie.

Queste rivelazioni, riportate nelle ultime ore dai principali quotidiani inglesi, avranno certamente un seguito. Difficile che dopo un rapporto così dettagliato e dopo la scoperta di come Scotland Yard abbia miseramente fallito nonostante i numerosi elementi a disposizione, il caso venga messo a tacere. La stampa locale ha già cominciato a chiedersi: quanti altri casi di abusi non sono stati scoperti da Scotland Yard? Quanti altre denunce non sono state prese in considerazione dalle autorità?

Nel frattempo l’operazione Yewtree, il filone delle indagini relativo agli abusi compiuti da Savile, si è conclusa da tempo: il defunto DJ, deceduto all’età di 84 anni nel 2011: è accusato di 31 episodi di stupro ai danni di minore, compiuti dagli anni ’70 fino agli ultimi anni della sua vita, ed è sospettato di almeno 200 episodi di molestie sessuali in 17 diverse aree del Regno Unito.

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