Verso un nuovo caso Pinar, il premier maltese: “Disgusto per l’Italia”

Dopo il caso Pinar, ecco un altro contenzioso tra Italia e Malta che si gioca sulla pelle di 140 migranti bloccati nel mezzo del canale di Sicilia. Come nel caso di qualche settimana fa ripartono le anguste trattative tra le autorità dei due Paesi per decidere chi debba intervenire. Da La Valletta però questa volta


Dopo il caso Pinar, ecco un altro contenzioso tra Italia e Malta che si gioca sulla pelle di 140 migranti bloccati nel mezzo del canale di Sicilia. Come nel caso di qualche settimana fa ripartono le anguste trattative tra le autorità dei due Paesi per decidere chi debba intervenire.

Da La Valletta però questa volta arriva immediato l’attacco del primo ministro, Lawrence Gonzi, che ha espresso “disgusto” verso quello che ha definito come “l’intransigenza dell’ Italia nei confronti di vite umane”. Il premier maltese ha dichiarato come “inaccettabile” il mancato soccorso di immigrati a pochi passi dalla costa di Lampedusa.

La prima imbarcazione è stata localizzata a 56 miglia a sud di Lampedusa, in acque internazionali e non di competenza italiana per le operazioni cosiddette ‘Sar’ (ricerca e soccorso); la seconda sarebbe a 45 miglia a Sud di Lampedusa. Malta aveva ribadito ieri il principio che i profughi debbano essere trasferiti nel porto più vicino, che anche in questi due casi è quello di Lampedusa.

Per il nostro governo bisognerebbe invece applicare il diritto internazionale marittimo che prevede il soccorso da parte del paese che ha competenza territoriale su quelle acque. E intanto i migranti rischiano di morire in quello che più che un limbo è diventato un vero e proprio inferno.

Immagine|Flickr