Ore 12 – Il Pd perde altri pezzi. Addio “zoccolo duro” …

Il Partito democratico (sempre più smarrito e impaurito specie dopo l’ultimo sondaggio del crollo di voti nel mondo del lavoro) invece di interrogarsi “dentro”, cerca di trovare “fuori” le risposte ai suoi problemi. Né con Walter Veltroni e né con Dario Franceschini si vuol riconoscere che la sconfitta del Pd è culturale, prima ancora che

Il Partito democratico (sempre più smarrito e impaurito specie dopo l’ultimo sondaggio del crollo di voti nel mondo del lavoro) invece di interrogarsi “dentro”, cerca di trovare “fuori” le risposte ai suoi problemi.

Né con Walter Veltroni e né con Dario Franceschini si vuol riconoscere che la sconfitta del Pd è culturale, prima ancora che politica.

Un partito sempre meno “nazionale” e sempre più ristretto negli interessi particolari e in specifici segmenti elettorali: tra fasce di intellettuali e di dipendenti pubblici e della scuola. Oramai ha perso per strada lo “zoccolo duro” rappresentato da operai e piccoli e medi imprenditori, troncando il filo che lo legava ai ceti medi.

E, quel che è peggio, avendo smarrito identità e strategia, non ha più l’egemonia culturale nemmeno nel perimetro del centro sinistra.

Il deputato de Pd Nicola Rossi taglia corto: “Oggi il Pd non può nemmeno più scegliersi gli alleati. Oramai la sua ripresa riguarda il futuro e implica il riconoscimento di una sconfitta severa. Servono tempi lunghi, e forza di resistere e un gruppo dirigente consapevole e coeso, che non vedo”.

Requiescat in pace (il Pd). Per fortuna che c’è la signora Veronica. Lei sì che sa come “prendere” il Cavaliere!

Una lezione per il Pd?