Polemiche neozelandesi: sfidare l’Italia? Inutile, una perdita di tempo

Un opinionista neozelandese – ma non è il solo – critica lo spettacolo visto al Murrayfield e all’Olimpico.

Non le manda a dire Glenn McLean, giornalista e opinionista del quotidiano neozelandese Stuff. Non è certo diplomatico, forse un pizzico arrogante, magari non sportivo. Ma esprime un sentire che in tanti, giornalisti e semplici appassionati, sembrano provare downunder. 

Parla di cliché e banalità il collega kiwi, quando elenca i complimenti fatti da Steve Hansen all’Italia. Crescita? Spettacolo? Certo, meglio della noia di San Siro dice McLean (qui lo dico e qui non lo nego, ma agli All Blacks – dai giocatori, ai tecnici, fino agli addetti ai lavori – quel quarto d’ora d’umiliazione a Milano gli brucia ancora ben bene le chiappe. E’ evidente per come ne parlano). Ma poi, cosa resta?

Secondo l’opinionista neozelandese solo tempo sprecato e uno spettacolo che non fa bene al rugby. Come quello di una settimana prima a Edimburgo. Perché, come dice McLean “Italia e Scozia non vinceranno oggi, non vinceranno l’anno prossimo e, probabilmente, non vinceranno mai contro gli All Blacks”. Dicevo che era un po’ supponente, no? E simpatico, pure. Ma tant’è, è anche vero che vedere l’Italia in campo contro la Nuova Zelanda significa vedere due pianeti (alla faccia dello slogan federale) diversi in campo. Quindi McLean non ha neppure tutti i torti.

Dove, invece, sbaglia, è nel ritenere questi match inutili. Troppe volte, secondo lui, gli All Blacks sono stati chiamati a sfidare Italia e Scozia. “Già li affrontano regolarmente ai mondiali, perché sorbirci anche i test match?” il pensiero di McLean. Insomma, secondo lui – e secondo molti in Nuova Zelanda – i tour autunnali degli All Blacks dovrebbero prevedere sfide solo con Inghilterra, Francia e Galles. Niente Scozia, Italia o Irlanda che sia. E, già che ci siamo, eliminiamo pure il Galles, capace di perdere contro i cugini poveri degli All Blacks, Samoa. Un anno in Inghilterra e un anno in Francia e siamo tutti contenti, dice McLean.

Che, però, nel finale del suo lungo pensiero, mette in luce quello che veramente non va. E qui, in parte, gli va data ragione. Il giornalista evidenzia come gli All Blacks visti all’Olimpico fossero una brutta copia dei campioni del mondo. Non tanto nei nomi, quanto nello spirito. Troppi palloni calciati (verissimo, soprattutto nei primi minuti), troppi errori e un attacco statico per oltre un’ora.

Tutto vero, sottoscrivo in pieno. Ma come ha detto Martin Castrogiovanni a questi microfoni in mixed zone: “le grandi squadre devono essere grandi anche contro le piccole”, parlando dell’incapacità degli azzurri di giocare con Tonga come con gli All Blacks. E vale lo stesso per i tuttineri, e, così, nelle parole di Glenn McLean riemerge lo stesso concetto che lo porta a definire il match di San Siro noioso.

Il problema, per l’opinionista, non è giocare contro Scozia o Italia. Il problema è il rischio figuraccia che sta dietro l’angolo. Perché se dopo tre anni quel quarto d’ora in mischia ancora brucia, figurarsi 65 minuti con l’Italia attaccata nel punteggio.

Photo credits by Getty Images

Link utili:
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