Black List docenti ebrei, Polizia Postale e Procura di Roma indagano senza sosta per trovare il “Re”

Continua a suscitare sdegno e clamore il blogger che ha pubblicato un elenco di 162 docenti universitari della Sapienza di Roma e di altri atenei italiani ed europei, definiti da lui “la casta ebraica, una lobby di poteri”. Per ora si indaga per violazione della privacy, ma presto potrebbero aggiungersi i capi d’imputazione di istigazione

di dario

Continua a suscitare sdegno e clamore il blogger che ha pubblicato un elenco di 162 docenti universitari della Sapienza di Roma e di altri atenei italiani ed europei, definiti da lui “la casta ebraica, una lobby di poteri”. Per ora si indaga per violazione della privacy, ma presto potrebbero aggiungersi i capi d’imputazione di istigazione all’odio razziale, calunnia e diffamazione.

Il gesto che lo ha fatto rimbalzare in prima pagina non è stato che l’ultimo di una serie di provocazioni perpetrate negli anni, a gettare scompiglio nella community del Cannocchiale, dove io stesso ho un blog dal 2004. Il Cannocchiale, piattaforma nata con uno stretto legame con l’ex partito dei DS, è considerata la piattaforma di blog più politicizzata nel panorama italiano, e azioni come queste sono all’ordine del giorno, spesso portate avanti più da cosiddetti “troll” (persone che scrivono provocazioni al solo scopo di creare litigi e polemiche), che da reali estremisti, e con quest’ottica, di pietà e fastidio, venivano sopportate le dichiarazioni pubblicate in passato dall’autore.

La lista è stata pubblicata su un blog creato ad hoc denominato “Re”, ma in precedenza l’autore i propri deliri, caratterizzati dall’uso di caratteri sempre maiuscoli, un improbabile uso della lingua italiana e un linguaggio propagandistico da Anni di Piombo, li aveva pubblicati in una serie infinita di blog, sempre sulla piattaforma del Cannocchiale, come “boicotta i radicali”, “boicotta Israele”, “palla di vetro”, “coca cola”.

Firmandosi come “Re Shaulos” lo stesso autore aveva lasciato in giro commenti in vari blog, tra l’altro dichiarando la propria condanna a morte per il partito radicale e preannunciando la creazione di una lista, cosa poi avvenuta. La Polizia Postale, a capo dell’operazione Domenico Vulpiani, sta puntando tutti i propri sforzi nel setaccio di molti internet point, dai quali evidentemente sembrano provenire i molti IP address caratterizzanti gli interventi dello sconosciuto e vigliacco autore. Presto potranno costituirsi parte civile contro di lui molte associazioni e organizzazioni. Contemporaneamente impegnata nelle indagini anche la Procura di Roma, guidata da Giovanni Ferrara. A quanto pare, il “Re” presto potrebbe rimanere nudo.

Fonti: Il Tempo, Liberali per Israele

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