Italian Classic XV: sconfitta all’esordio, proteste e un arresto (sudafricano)

Gli azzurri guidati da Marcello Cuttitta sono stati battuti dall’Australia che, però, si è schierata in campo con molti – troppi? – fuoriquota. E un pilone sudafricano…

I Classic Xv hanno perso ieri sera ad Hamilton 45 a 7 contro i Wallabies nella partita inaugurale per gli azzurri nel XXV World Rugby Classic. Ma l’esordio nel torneo per ex nazionali over 35 è stato caldissimo, tra un reclamo azzurro e un giocatore del Sud Africa arrestato. Insomma, saranno old, ma non sono certo tranquilli!

L’allenatore, Marcello Cuttitta – Andrea Moretti era in volo dall’Italia con Menapace e Vaggi ed ha potuto raggiungere la squadra solo al termine dell’incontro – aveva messo in campo una formazione solida. La grinta del capitano Giovanelli, la voglia dei giocatori di mostrare il miglior rugby dopo 3 giorni di allenamenti alle Bermuda non sono bastati per portare a casa un risultato positivo contro gli australiani. Prima della partita è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare Piero Dotto, 5 caps, 42enne estremo della Benetton Treviso, scomparso due settimane fa. Per questo, inoltre, gli azzurri hanno giocato con la fascia nera al braccio.

La partita è iniziata subito con gli azzurri che si sono portati immediatamente nei 22 avversari per giocare veloci pick-and-go e mostrare subito un ottimo sostegno dei dinamici avanti ma, al 3^ minuto i Wallabies hanno segnato la prima meta della partita con il recupero di un pallone in difesa e l’incredibile rapidità dimostrata dai suoi trequarti, “scoperti”, a fine partita, avere ben meno di 33 anni. Era questo, infatti, il limite di età richiesto dagli organizzatori per partecipare al torneo ad inviti ma, evidentemente, pare che un occhio sia stato chiuso per gli australiani: Philip Bailey, Peter Playford e Adam Frier, 1980, Jay Havelu, 1988, Joshua Graham, 1983, Sean Hurley, 1992 , tutti campioni dell’Australian Rugby League. Per questo motivo, i Classic XV hanno deciso di sporgere reclamo.

Il ritmo nel primo tempo è stato alto con un tempo effettivo di gioco di 16 minuti e che si è concluso sul 19 a 0, dopo un calcio fallito dagli azzurri ed una meta annullata a Simone Martini per passaggio in avanti. Il secondo tempo è cominciato ancora con una meta degli avversari al terzo minuto e la reazione degli azzurri ha portato ad alzare il ritmo e l’aggressività: nell’impatto, nei placcaggi e nelle ruck la costante capacità dell’Italia di aggredire l’avversario e di mantenere il possesso in avanzamento non sono state premiate, tuttavia, dalla finalizzazione del gioco con le mete. Le dimostrazioni di stima espresse a fine partita da JPR Williams, da Steve Smith – mediano di mischia e storico capitano dell’Inghilterra, dall’ex arbitro internazionale Alan Lewis – che per l’occasione indossava la felpa dell’Italia regalatagli dall’amico Giulio de Santis – poco hanno fatto per alzare il morale agli Italiani che, con il capitano Giovanelli contrariato per l’inosservanza della regola Over 33 da parte degli avversari, hanno fatto le loro rimostranze all’organizzazione.

La partita, come unanimemente riconosciuto anche dalla nazionale argentina a bordo campo, ha visto un grande possesso ed avanzamento azzurro che appaiono falsati dal punteggio finale: 5 delle 7 mete australiane, infatti, sono state segnate da palloni recuperati in difesa e gestiti, poi, dalla super giovane linea arretrata. Da segnalare, per i Classic XV, l’ottima performance di Luis Otano, pilone dinamico da Prato capace di conquistare sempre la linea del vantaggio con le sue progressioni di potenza e la meta di Alessandro Ceppolino, 5 caps e una coppa del mondo nel 1999, che ha fatto mandare in delirio la comunità italiana presente allo stadio con oltre 250 connazionali.

Segnaliamo, purtroppo, anche lo spiacevole episodio che ha portato all’arresto del pilone sudafricano 38enne Robbie Kempson per aver, al 15 minuto del primo tempo della partita contro gli USA, colpito da dietro, lontano dal gioco il mediano di apertura 34enne statunitense Leif Gibson. Il sudafricano, 37 caps, secondo quanto riportato dal manager USA Tim Kluempers al quotidiano Royal Gazzette, ha colpito l’avversario procurandogli delle serie lesioni alla schiena e al collo, motivo per cui l’americano è stato portato prima al King Edward VII Memorial Hospital e ora, dimesso, sta per rientrare negli USA. Secondo quanto dichiarato da Kluempers, la decisione di sporgere denuncia è un’iniziativa personale di Gibson. I sudafricani, al momento, non rilasciano dichiarazioni. La polizia, inoltre, ha messo a disposizione un numero di telefono per esseere contatti da tifosi che avessero eventualmente filmato la scena.

 

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