Processo Ruby, Alfano contro i giudici: «Entrano a gamba tesa nella campagna elettorale»

Tutti gli aggiornamenti sulla vicenda giudiziaria più chiacchierata che riguarda Silvio Berlusconi: il Rubygate.

di guido

15.30: Angelino Alfano (sarà lui il candidato premier del Pdl? Chi può dirlo) interviene contro i giudici:

«La Procura di Milano e i giudici di Milano, accomunati dallo stesso strumentale e gravissimo intento, ritengono che l’attività del presidente Silvio Berlusconi, in qualità di capo della coalizione, sia meno importante di partecipare a un’udienza. In questo modo, appare chiara la volontà di entrare a gamba tesa nella campagna elettorale, condizionandone fortemente gli esiti, per arrivare persino a una sentenza definitiva prima della competizione. E’ inammissibile quanto si delinea all’orizzonte. Come è inammissibile che la giustizia sia utilizzata a fini politici»

15.28: Sandro Bondi chiede l’intervento di Giorgio Napolitano.

«La decisione del tribunale di Milano contrasta con ogni principio di ragionevolezza. Solo un pronunciamento del Presidente della Repubblica può garantire uno svolgimento regolare e democratico della campagna elettorale»

Aggiornamento 14:30. I giudici del tribunale di Milano hanno respinto l’istanza di legittimo impedimento presentata dai legali di Berlusconi. Il processo Ruby quindi va avanti.
La IV sezione del tribunale ha stabilito che la campagna elettorale non costituisce legittimo impedimento e che l’assenza di oggi di Berlusconi “dipende da una sua scelta personale perché la partecipazione alla riunione di partito non rientra nell’attività parlamentare”.

Tuttavia l’attesa testimonianza di Ruby Rubacuori non ci sarà, perché l’accusa ha accettato la richiesta della difesa di depositare le dichiarazioni già rese.

Gli avvocati di Berlusconi chiedono il legittimo impedimento

Doveva essere la giornata della deposizione di Karima el Mahrough (Ruby) al processo contro Silvio Berlusconi, e in effetti stamattina la giovane marocchina si è presentata puntualmente in aula, accompagnata dal fidanzato Luca Risso e da un nugolo di fotografi, ma la difesa del Cavaliere ha chiesto alla Corte il “legittimo impedimento permanente” per la campagna elettorale, proponendo quindi di riprendere il processo dopo le elezioni. La ragazza, che a dicembre si era resa irreperibile e non aveva partecipato all’udienza in cui era stata convocata, avrebbe dovuto testimoniare oggi per la difesa di Silvio Berlusconi, ultimo teste prima che la parola passi all’accusa per la richiesta di condanna.

Ma l’intervento del collegio difensivo dell’ex premier rischia di porre un altro stop al processo. L’avvocato Ghedini ha spiegato che per oggi Berlusconi è impegnato nella preparazione delle liste elettorali, ma che comunque per i capi della coalizione si è aperta la campagna elettorale e pertanto il legittimo impedimento per il leader del Pdl dovrà riguardare tutta la campagna elettorale. L’avvocato ha spiegato che misure analoghe sono state accettate in altri processi contro il Cavaliere. Inoltre Ghedini si è anche detto disponibile a rinunciare alla testimonianza di Ruby se la Procura accetterà di depositare le dichiarazioni rese dalla ragazza finora.

La richiesta della difesa è stata accompagnata da una lettera di Angelino Alfano in cui si certifica che stamane alle 11 è indetta una riunione tra i coordinatori regionali del partito per la formulazione delle liste elettorali. Gli avvocati di Berlusconi hanno anche insistito sulla necessità di sospendere il processo non solo per ragioni tecniche ma anche per “evitare strumentalizzazioni” in campagna elettorale.

Il pm Ilda Boccassini si è detta contraria al legittimo impedimento in quanto “Silvio Berlusconi non è il segretario politico nazionale del partito, e non è nemmeno il candidato premier”. Inoltre, ha aggiunto
“La riunione di oggi tra l’altro si svolge nella sede privata di Berlusconi, a palazzo Grazioli”, quindi non si può parlare di impegno istituzionale, e ha inoltre ricordato che Berlusconi ha già scelto di non partecipare alle udienze del processo. Ghedini ha risposto “Palazzo Grazioli non è casa sua, c’è la sede di una fondazione”.

Ora il collegio dei giudici si è riunito in camera di consiglio per decidere sulla richiesta della difesa.

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